Un atto di violenza nel Parco delle Cascine

La notizia è stata ripresa da tutti i giornali e telegiornali nazionali: a Segrate un uomo ed una donna sono stati rapiti e la donna ha subito violenza di gruppo. Il rapimento è avvenuto a Segrate e la violenza nelle campagne tra Segrate e Pioltello, cioè nel Parco delle Cascine. In casi gravi (anzi gravissimi per il tipo di reato, uno dei più abietti e esecrabili) come questi non è questione di confini o di metri e il fatto che la notizia sia riportata sotto Segrate è solo una approssimazione geografica.

Alle vittime dell’aggressione va tutta la nostra solidarietà, in particolare alla donna che ha dovuto subire quella particolarmente odiosa e devastante violenza che definire bestiale è poco.

E’ partita la caccia agli aggressori da parte delle forze dell’ordine, grazie anche alla testimonianza degli aggrediti e dei passanti presenti nella zona del rapimento. Come sempre accada in questi casi, è anche partita la caccia alla nazionalità degli aggressori.

Il colore della pelle o dei capelli o l’accento sono dati essenziali per risalire agli individui che si sono macchiati di questa odiosa azione e punirli come meritano. Ma non deve partire l’ennesimo processo ad una intera nazionalità o addirittura a tutti gli stranieri, come se le gravissime colpe di quattro persone dovessero ricadere indistintamente su quel 10 – 15% dei nostri cittadini che sono nati fuori dai confini italiani. E’ come se tutti noi dovessero pagare la colpa dei due milanesi che hanno violentato una donna alla metropolitana di Bisceglie qualche mese fa.

Non ci può consolare (e tanto meno consolare la vittima) la relativa rarità di eventi di questo genere nel territorio intorno alla nostra città. Anche perché – a leggere bene le notizie – era appena accaduto un fatto simile ad un’altra donna lungo la Cassanese, sempre ad opera di un gruppo, solo che quella volta la notizia era rimasta confinata alla cronaca locale, perché la vittima era una prostituta, forse straniera. E questa la dice lunga sulla (in)sensibilità dei mass media e nostra di fronte ai reati commessi su alcune categorie di persone, su come applichiamo più o meno consciamente due pesi e due misure diversi, come se lo stupro fosse meno orribile se eseguito su una persona invece che su un’altra.

Tutto ciò non toglie nulla alle responsabilità delle Amministrazioni Comunali e di chi – come noi – fa politica, di far rispettare tutte le leggi da tutti, ostacolare i criminali e premiare chi si integra, rafforzare il presidio del territorio, trovare una soluzione che renda più fruibile e quindi più sicuro il Parco delle Cascine (anche se il rapimento è avvenuto a 500 metri da una caserma dei carabinieri, in una zona illuminata e pattugliata regolarmente) e liberare la zona dagli insediamenti abusivi. Sono scelte amministrative e politiche doverose, che non devono essere fatte sull’onda emotiva di un episodio – per quanto grave e orrendo – e tanto meno sulla base di processi sommari a interi gruppi di cittadini.

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  1. [...] accusati di sequestro di persone e violenza sessuale per due stupri avvenuti in zona nel 2007. Uno dei due stupri era avvenuto nelle campagne tra Pioltello e Segrate mentre l’altro lungo la [...]

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