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I Rom di Pioltello

Pubblicato da listapioltello su 8 Aprile 2008

Qualche tempo fa avevamo pubblicato un piccolo intervento conoscitivo sulla presenza dei Rom nella nostra provincia. Riprendiamo brevemente l’argomento sollecitati da un articolo odierno del Corriere della Sera che cita anche la nostra città.

Nell’articolo, si dice che il sindaco di Pioltello Antonello Concas avrebba cambiato idea sui Rom e dopo aver pensato a “casette con l’attaccamento di acqua, luce, gas, una roba seria, e coraggiosa”, di fronte all’impennata del numero dei Rom presenti alla Cascina Bareggiate (da 250 a 500, dice sempre l’articolo) e del numero di furti (dice Concas) “firmerà l’ordinanza di sgombero per liberare la cascina Bareggiate, occupata dai nomadi”.

L’articolo poi prosegue accomunando a questa posizione un lungo elenco di sindaci della provincia (Vimercate, Brugherio, Carugate, Caponago, Concorezzo, Agrate Brianza, Cernusco …). E conclude con il numero di Rom nella provincia di Milano (23 mila stimati), il numero di insediamenti (62, spalmati tutto intorno a Milano).

Un paio di riflessioni e commenti, certamente non risolutivi rispetto alla complessità del problema ma che tentano di andare oltre la cronaca (clicca su leggi il seguito di questo post).

Anzitutto del progetto di insediamento a Pioltello di una comunità di Rom (le “casette”) non ci risulta traccia nell’attività della Amministrazione (Giunta e Consiglio Comunale). Molti mesi fa erano circolate in convegni alcune ipotesi di progetti per edifici in autocostruzione, ma mai arrivati alla discussione delle forze politiche o della cittadinanza. Progetti di quel genere hanno come presupposto l’esistenza di un interlocutore affidabile, cioè di qualcuno che possa parlare per conto della comunità Rom, esprimere l’interesse o meno per il progetto, dire la sua sui dettagli e prendere impegni. L’autocostruzione calata dall’alto sarebbe una contraddizione di termini, perché richiede un soggetto attivo e corresponsabile. Ma la “comunità” presente alla Bareggiate non ha finora espresso alcuna capacità di auto rappresentazione, non si è organizzata per farsi sentire, non ha nominato propri portavoce, non ha avanzato pubblicamente nessuna richiesta. Si è limitata ad occupare una proprietà privata, utilizzando la costruzione ed il territorio circostante fuori da ogni regola di igiene e di sicurezza e - cosa purtroppo attestata dalle indagini - tollerando al proprio interno la presenza di organizzazioni criminali.

La seconda riflessione riguarda i numeri totali del fenomeno. 23.000 Rom è un numero che letto così sembra enorme. Ma confrontiamolo con la popolazione complessiva del territorio cui si riferisce e cioè la provincia di Milano: 23.000 Rom su quasi 3.900.000 abitanti fa meno del 6 per mille. In media 12 Rom sui 2000 abitanti che affollano ogni chilometro quadrato del nostro territorio. Se questi 12 Rom vivessero mescolati con i Gagé (i “non Rom”) occuperebbero 3 appartamenti di un quartiere formato da 500 appartamenti. Sempre applicando le medie, a Pioltello (coi suoi 33.000 abitanti Gagé e 13 kmq) “toccherebbero” circa 200 Rom. Cioè più o meno i Rom che stavano nella Bareggiate poco prima della recentissima esplosione. Che erano quindi in media con il resto della provincia di Milano.

Allora, più che il numero, ciò che ha impedito di trovare una soluzione corretta al “problema Bareggiate” sono forse state: la cattiva relazione tra Rom e Gagé (incapacità di auto rappresentarsi da un lato, dall’altro tendenza culturale a considerare i Rom sempre come nomadi e quindi “di passaggio”), la ambigua relazione tra i Rom stessi (tolleranza verso fenomeni criminosi anche gravi come la riduzione in schiavitù di minori); le caratteristiche urbanistiche dell’insediamento (concentrato invece che sparso, in una situazione degradata e degradante). Senza considerare che la presenza dei Rom avvantaggia oggettivamente gli appetiti edificatori di alcune delle proprietà delle aree del Parco delle Cascine, perché allontana i cittadini dal Parco.

Anche non condividendo l’automatismo “più Rom più furti” riportato nell’articolo, in queste condizioni diventa veramente difficile ideare interventi più innovativi e definitivi di uno sgombero. A meno di ricominciare da capo, con l’aiuto di qualche intermediario che aiuti le famiglie Rom a esprimere esplicitamente quali intenzione abbiano rispetto al territorio che di mala voglia li ospita: vogliono diventare definitivamente stanziali ? sono disponibili a spargersi nel territorio o sono decisi a rimanere comunità separata ?

3 Risposte a “I Rom di Pioltello”

  1. aldo Dice:

    Premetto che non ho nulla contro i Rom, ne ho studiato le origini etc etc ma non avete ancora capito che sono nomadi e che è nella loro natura vivere vagabondando e lavoracchiando quando non è possibile evitarlo. Se proprio volete aiutarli costruite un bel campo nomadi con tutti i servizi e l’obbligo a soggiornarvi non piu’ di 60 giorni. Se non hanno dove andare suggerite a Segrate di costruire un campo nomadi, prima che tutti i terreni siano resi edificabili per residenza privata, e spalmateli li.

  2. Aldo Dice:

    leggo su Sole24Ore dwi 300 MD80 lasciati a terra dall’Autorità di Controllo Americanaper presunti guasti all’impianto elettrico. . A quando la medesima verifica in Italia?

  3. aldo Dice:

    post 2 ..sbagliato locazione.Scusate

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