Lo stadio dell’Inter da Pioltello a … San Siro ?

Sono mesi che non si hanno più notizie ufficiali né da parte della proprietà dell’area né da parte dell’Inter sulla ipotesi di costruire il nuovo stadio dell’Inter nel Parco delle Cascine di Pioltello.

Secondo Repubblica del 9 luglio, è invece ripartita l’ipotesi alternativa di costruire un nuovo stadio a … San Siro, sull’area dell’ex Ippodromo, proprio a fianco dell’attuale stadio.


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Dall’articolo, il Comune di Milano sembra intenzionato a cedere la proprietà dell’attuale Meazza alle due società, che invece – secondo Repubblica – preferirebbero costruire (insieme ?) un nuovo impianto più moderno, con spazi commerciali, all’inglese.  Entrambe queste varianti evidentemente metterebbero la parola fine al progetto con ventilato su Pioltello qualche mese fa.

Vai all’articolo di Repubblica.

16 Risposte to this post.

  1. Posted by Add on 10 Luglio 2009 at 17:26

    Tiro un sospiro di sollievo … l’idea dello stadio nel Parco mi preoccupava assai, per il traffico e le dimensioni dell’intervento. Adesso bisogna ripartire per trovare una soluzione di salvaguardia definitiva del Parco e di fruizione vera dell’area.
    Lancio la domanda ai visitatori di questo sito: come fare per arrivare ad avere veramente il Parco senza dover “calare le braghe” davanti alle mire speculative dei costruttori sull’area ?

  2. Posted by Kadath Dragon on 11 Luglio 2009 at 08:28

    Cominciamo a sgomberare i rom, poi possiamo pensare al parco…tanto finché ci sono loro, il parco non e’ fruibile

  3. Penso che solo a Pioltello, e non tutti, credevano a questa “panzana”, ma a che cosa è servita?
    Forse a cambiare la destinazione d’uso del piano regolatore?

  4. Caro Gregorio vogliamo rassicurarti: saremo stati polli a credere alla “panzana” ma non al punto da cambiare prima del tempo la destinazione d’uso delle aree del Parco … Le aree sono rimaste tali e quali erano: agricole e standard.

  5. Grazie,non volevo certamente darvi degli sprovveduti o dei polli ed ho sempre piena fiducia nel vostro operato
    Se guardi bene ho messo il punto interrogativo volutamente,per due motivi
    il primo che se nera sentito parlare della possibilità di cambiare la destinazione e quindi non avevo certezze
    il secondo come ben sai ,questa è una tecnica molto usata per cambiare pacificamente le destinazioni d’uso
    comunque grazie CIAO

  6. Gregorio, nessun problema, ogni tanto ci diamo dei “polli” da noi stessi, quando non riusciamo a gestire con la dovuta attenzione e determinazione i progetti … d’altronde solo chi non lavora non sbaglia quindi preferiamo rischiare di sbagliare che non fare.
    Nel merito, nessuna variazione effettuata ad oggi.

  7. Posted by PAUL on 17 Luglio 2009 at 12:36

    Buongiorno a tutti,

    Ultimamente le proposte del PD per “trasformare” il parco sono numerose ma conducono tutte a una cementificazione più o meno mascherata, sicuramente quella del PLIS rimane la migliore (dal mio punto di vista) ma attualmente la meno “proponibile” (purtroppo ). Non dimentichiamo che nel 2011 il quadro politico potrebbe cambiare radicalmente e temo che l’opposizione abbia idee ben più corte delle nostre, dunque è forse il caso di riflettere a soluzioni intermediarie. Non dico accettare tutto, dico non rifiutare a priori ogni proposta ma fare valutazioni attente considerando tutti gli aspetti di una trasformazione del parco delle cascine che porterebbe a casa una parte “a parco”.

    Siccome siamo tutti bravi a dire “no” ai rom e tutti le vogliamo mandare via, mi piacerebbe sentire proposte diverse da quelle espresse dalla LEGA o dalla Gazzetta della Martesana, qualcuno ha idee e proposte per un uscita dignitosa e umana di questo insediamento abusivo ?

    PAUL

  8. Caro Paul

    finora le uniche proposte emerse sull’area – o almeno quelle di cui noi siamo a conoscenza . sono quelle della principale proprietà del Parco delle Cascine, intese a insediarvi un bel numero di case a contorno di opere di interesse “sociale” quali lo stadio.

    L’area è inclusa nel PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale), voluto dalla maggioranza di centrosinistra di cui fa parte anche il PD ed è stato riconosciuto come tale da Regione e Provincia. Sappiamo benissimo che dalla carta alla realtà c’è un gran passo da fare e che tutto “rema contro”: la proprietà (che ovviamente ha interesse opposti al PLIS), il periodo politico (con Regione e Provincia alla destra), i conti pubblici (che rendono difficile trovare finanziamenti). Ma sappiamo anche che in politica è proprio la determinazione con cui si inseguono gli obiettivi che talvolta li rende possibili.

    Il problema non è se concedere o meno la costruzione di case all’interno del Parco, ma la quantità delle case. Già oggi il Piano Regolatore prevede la possibilità di ampliare del 20% le cascine e se c’è da fare un sacrificio ulteriore per arrivare ad un accordo con la proprietà per portare a casa la fruibilità (non necessariamente la proprietà) del resto dell’area, la Lista è disponibile a vedere i numeri. Il vero problema è che i numeri finora ventilati fanno pensare ad un nuovo quartiere, delle dimensioni confrontabili con Pioltello Vecchia o con Santa Monica. Opzione insensata dal punto di vista urbanistico e sociale, prima che ambientale.

    Nessun rifiuto a priori, dunque, ma a posteriori.

    Nel frattempo, noi continuiamo a dire (come abbiamo recentemente ricordato sul giornalino comunale), che l’Amministrazione Comunale deve iniziare a mettere in file le procedure (prima delle quali il “piano particolareggiato”) che consenta di avviare l’esproprio per porzioni dell’area, in modo da rendere da subito fruibile una parte del Parco. Tra poco avremo i soldi delle compensazioni del Polo Chimico, perché non utilizzarne una parte a questo scopo ?
    Noi riteniamo inoltre che andrebbe verificata l’opportunità di associare il nostro PLIS con quello che si sta formando appena più a nord, nel territorio di sei comuni tra cui Cernusco e Vimodrone.
    Sarebbero tutti segnali chiari e forti della volontà politica di procedere veramente alla costituzione del Parco e che potrebbero influenzare positivamente una eventuale trattativa.

    Quanto ai Rom, troviamo sbagliato parlarne all’interno della discussione urbanistica sul Parco, perché significa implicitamente accettare il ricatto “Rom o case”. Noi diciamo da tempo che la presenza di insediamenti abitativi abusivi nel Parco è un oggettivo vantaggio per la proprietà dell’area e per le sue aspirazioni a costruire.
    In ogni caso, la vicenda Rom dovrà trovare una sua soluzione nei contatti ed iniziative in corso tra Comune e Prefettura e operatori del volontariato sociale e sui quali ci attendiamo novità importanti nel corso delle prossime settimane.

  9. Mi permetto di sottoscrivere in piani l’analisi della Lista soprattutto nel passaggio in cui si propone di unire il PLIS Cascine con quello delle Cave.

  10. Posted by PAUL on 20 Luglio 2009 at 18:33

    Ciao a tutti,

    mi permetto ancora una volta di dire la mia sul parco delle Cascine per alimentare il dibattito.

    Sono un pò deluso dall’intervento di Kuda, che come candidato dei verdi alle ultime elezioni provinciali, si limita ad approvare la posizione della Lista come se fosse l’unica. Un candidato dei verdi dovrebbe avere delle proposte alternative, in tutti i sensi della parola per fronteggiare gli appetiti delle società immobiliare. Dire no, siamo tutti capaci ma proporre qualcosa di originale è più difficile. L’idea del Plis non è della Lista ne dei Verdi, è del centro sinistra ma nessuno vieta di inventare un’altra soluzione, basta che sia rispettosa dell’ambiente e concreta.

    Tornando alla risposta di Giuseppe al mio post, sappiamo tutti che se la proposta Inter è al momento la più pubblicizzata ne arriveranno altre, diverse nel formato ma identiche nell’intento.
    Il vero problema del parco delle cascine è la mancanza di un obbiettivo comune, dobbiamo prima di tutto metterci d’accordo su l’obbiettivo da raggiungere: restituire le aree verdi ai cittadini contrastando la speculazione edilizia che non solo cementa il territorio ma lo privatizza, lo affetta e lo vende al metro quadro ?.

    Secondo uno studio promosso dal politecnico di Milano, dall’Istituto Nazionale di Urbanistica e da Legambiente, ogni 24 ore in Lombardia vengono urbanizzate poco più di 10 ettari di suolo agricolo o naturale: sei volte piazza Duomo per intenderci ! Sembra che perdere ogni mese più di 300 ettari di suolo libero interessa solo a una ristretta élite di appassionati.
    Ecco a Pioltello, è la stessa cosa finche questa maggioranza non discuterà in trasparenza e non cercherà una posizione comune sul futuro del parco, arriveranno altre proposte che dovremo rispedire la mittente perchè non in linea con la nostra idea di parco, di verde fruibile.
    Senza considerare, la necessità di un piano dei servizi partendo da un analisi del fabbisogno locale, disegnare la mappa delle criticità: cosa manca ancora a Pioltello in termine di servizi ?
    E se mancano gia una serie di servizi, possiamo “accogliere” nuovi insediamenti abitativi ? Saremo poi in grado di fornire i servizi necessari ?
    La dotazione di servizi suppone un analisi del fabbisogno locale che sintetizza le principali richieste di intervento sul territorio raccolte negli ultimi anni, in occasione dei precedenti momenti di confronto pubblico tra Amministrazione e cittadinanza ( proposte inviate da cittadini singoli o associati; indicazioni pervenute da percorsi specifici, ecc.).
    Dobbiamo interrogarci:
    ¢ Perché costruire ?
    ¢ Dove costruire ?
    ¢ Quanto costruire ?
    ¢ Come costruire ?

    Il concetto di servizio deve andare oltre la natura di standard urbanistica.
    La dimensione dello sviluppo insediativi deve essere misurata per evidenziarne l’evoluzione e capire se la nostra pianificazione risponde al fabbisogno immediato e se il modello tradizionale è ancora adatto a governare lo sviluppo.
    Scusate se sono un pò retorico ma oltre a considerazioni ambientali ci sono dei problemi molto pratici, altro che città metropolitana.

    Non è solo una questione di numeri è una questione di standard qualitativi: secondo voi a quanti abitanti può arrivare Pioltello entro il 2050: 30 000 ? 50 000? Oltre?

    Secondo me dobbiamo arrivare a un aumento pari allo zero, a una crescita minima, non perché voglio che la città si chiuda a se stessa ma perchè dobbiamo fare la scelta del risparmio del suolo come politica urbanistica e questo vuole dire che:

    - non è più possibile portare avanti un modello di sviluppo della città di Pioltello che prevede solo il consumo sistematico del suolo,
    - non possiamo restare indifferenti all’impoverimento delle poche risorse naturali presenti sul territorio, e non possiamo restare indifferenti di fronte alla progressiva ed inesorabile urbanizzazione senza parlare della conurbazione tra diverse città e paesi;
    - non possiamo più accettare il meccanismo perverso che spinge la nostra amministrazione a “sfruttare” il territorio come risorsa per finanziare la spesa corrente.

    In realtà dietro la proposta Inter dobbiamo vedere un idea di PGT che deve essere ripensato ed esprimere in maniera molto chiara ed esplicita la volontà di quest’amministrazione di:
    ¢ non procedere a nessun nuovo piano di insediamenti residenziali se non attraverso il recupero di eventuali volumi già esistenti;

    ¢ puntare sulla valorizzazione del centro storico e del patrimonio artistico ed architettonico ( le cascine, i parchi ed i giardini);

    ¢ salvaguardare la poca agricoltura ancora presente nel nostro comune;

    ¢ promuovere la qualità ambientale.

    E’ di questo che stiamo parlando della nostra idea di PGT, anzi io parlerei di Piano di GARANZIA del Territorio, perchè dobbiamo garantire alle future generazioni un minimo di parco, di spazio verde, e non sono d’accordo con Giuseppe che dice che non è un rifiuto a priori, invece deve esserlo: noi dobbiamo esprimere chiaramente la nostra idea di PGT prima di fare qualunque proposta, vedrete che le proposte stile Inter diminuiranno.

    Personalmente non sono molto d’accordo con l’idea di utilizzare le compensazioni del Polo chimico per realizzare opere sul territorio se non a Limito.
    Questa frazione ha subito per 30 anni un inquinamento che tutti noi abbiamo denunciato, dopo un decennio di battaglie finalmente arriva un riconoscimento economico e noi dovremo sottrarglielo per realizzare opere sul resto del territorio o utilizzare questi finanziamenti per acquistare una parte del parco delle cascine senza poi poterci fare un vero parco in mancanza di finanziamenti ?

    Non sono per niente d’accordo, prima bisogna chiedere a Limito cosa vorrebbe fare con le compensazioni, se si tratta di compensare magari è il caso di chiedere prima a loro cosa vogliono. In secondo luogo, abbiamo la Besoza da mantenere e perchè no da completare: un concreto esempio di parco per i cittadini, di verde fruibile e di aria pulita da respirare.

    Certo che il Plis è la soluzione migliore ma rimane ovviamente un duplice problema da risolvere.
    Da una parte l’insediamento abusivo per il quale, personalmente ripeto dal 2006 che l’unica soluzione va ricercata all’interno di un piano sovra comunale che permetta a una parte degli occupanti in regola con permesso di soggiorno di accedere ad appartamenti popolari distribuendoli su 5 comuni, dall’altra la destinazione del Parco delle Cascine che deve assolutamente essere protetto da future speculazioni.

    La soluzione ideale rimane il PLIS che interessa i comuni di Brugherio, Carugate, Cernusco sul Naviglio, Cologno Monzese, Vimodrone per una superficie totale di circa 573 ettari. I Sindaci dei Comuni coinvolti hanno sottoscritto nel novembre 2006 il perimetro del Plis, Vimodrone completerà a breve l’iter con l’approvazione definitiva della variante urbanistica, Cernusco sul Naviglio indica un’area come valore di avvio di un processo che porterà nel breve periodo ad un consolidamento dell’istituto del Parco attraverso una più ampia perimetrazione.
    Il PLIS è uno strumento di tutela ”lieve”, poiché conserva le indicazioni dei PRG (Piano Regolatore Generale) comunali, ma importante, proprio perché il valore dell’area è riconosciuto da una Legge Regionale: Il parco delle cascine a Pioltello rappresenta solo 213 ettari. Deve comunque essere riaffermata la nostra volontà di salvaguardare il Parco delle Cascine, rifiutando da una parte l’ipotesi stadio ma riproponendo la soluzione “verde” del PLIS.

    Infine non ho ancora capito la posizione della Lista sui Rom, le volete mandare via come tutti noi, ma quale soluzione proponete: la trattativa o l’arresto ?

    PAUL

  11. Non sapevo esistesse una categoria antropologica “candidato dei verdi”. A parte gli scherzi, e non volendo abusare della disponibilità degli amici della Lista ti segnalo due link in cui espengo le mie idee su questa parte importante di territorio;
    http://robertocodazzi.blogspot.com/2009/05/cascina-bareggiate-e-il-parco-delle.html
    http://blog.libero.it/KudaBlog/6575097.html

    Kuda

  12. Caro Paul sei sempre il benvenuto.

    Il tuo lungo intervento sul Parco delle Cascine solleva una serie di questioni, sulla maggior parte delle quali crediamo in realtà di aver già detto qualcosa in diversi post su questo sito, ma ogni occasione è buona per ribadire, precisare e dove necessario completare.

    Sgomberiamo però prima il campo dall’osservazione che – un po’ ingenerosamente – fai a Kuda. Roberto Codazzi è persona attiva ed attenta da anni a quel che accade sul territorio, con contributi niente affatto banali. Il fatto che si sia riconosciuto pienamente in quel che abbiamo scritto noi, non ne diminuisce l’originalità e le capacità progettuali … se noi aderissimo totalmente al tuo pensiero sul Parco peccheremmo di banalità ?

    Nel merito, prima di mettere in discussione o addirittura abbandonare la “forma PLIS” per qualcosa d’altro, bisogna pensarci bene per due motivi: (1) il PLIS è strumento riconosciuto dalla Regione e dalla Provincia, quindi è forse l’unico appiglio per poter andare a batter cassa presso questi due enti, soprattutto adesso che sono entrambi in mano al centrodestra (2) il PLIS è stato il punto su cui tutto il centrosinistra pioltellese si è trovato d’accordo per la tutela del Parco e rimetterlo in discussione può aprire opportunità ma anche rischi non banali. Leggendo l’ultimo giornalino comunale, avrai potuto verificare che le strade indicate dalle diverse forze politiche (anche di maggioranza) per la realizzazione del Parco non sono esattamente identiche tra loro.

    L’obiettivo dichiarato dal centrosinistra sul Parco nel programma elettorale (patto che tiene insieme l’alleanza e con il quale sono stati chiesti i voti) è la salvaguardia dell’area e la sua reale fruizione da parte dei cittadini. All’area viene attribuito anche il compito di separare Pioltello dalla metropoli, quindi è anche un elemento che definisce l’identità della città. Concordiamo con te che, qualsiasi proposta sul Parco che non rispetti questo obiettivo (già concordato e non discutibile) è da rispedire al mittente.

    Appellandoci ad altri elementi del patto elettorale, noi aggiungiamo che sono da rispedire al mittente anche proposte che estendano significativamente il perimetro residenziale della nostra città. Infine, coerentemente con l’attuale PRG che prevede una crescita “fisiologica” della popolazione del 10% in 10 anni, noi ripetiamo che non sono accettabili proposte che facciano crescere il numero di abitanti in modo eccessivo. E con ciò pensiamo di aver risposto anche alla tua domanda su quanti abitanti debba / possa avere Pioltello nei prossimi anni (P.S. 30.000 abitanti nel 2050 sarebbero MENO degli attuali …)

    Su quasi tutti gli altri punti (consumo del territorio, impoverimento delle risorse, conurbazione, dipendenza delle finanze pubbliche dallo sfruttamento del territorio) concordiamo. Sinteticamente, noi diciamo che (1) dobbiamo diminuire l’IMPRONTA della nostra città sull’ambiente in cui è inserita (non è solo un problema di consumo del territorio ma anche di consumi energetici, di emungimento dell’acqua potabile dalla falda, di inquinamento dell’aria e di produzione di rifiuti). (2) l’attuale dipendenza del 5% della spesa corrente del Comune da oneri di urbanizzazione, per quanto sia una percentuale bassa, è da azzerare il più rapidamente possibile altrimenti non potremo far altro che vendere il territorio per sostenere i servizi, il che è inaccettabile.

    Anche sugli obiettivi elencati per il futuro PGT concordiamo. La Lista ha già presentato una serie di emendamenti alle primissime bozze dei documenti del PGT proprio in quella direzione. Peccato che siamo stati gli unici, finora.

    Così pure rileviamo con piacere che sei d’accordo sull’accorpamento del nostro PLIS al costituendo PLIS a nord.

    Vediamo i punti in cui (forse apparentemente) discordiamo.
    Anzitutto tu attribuisci alla Lista (erroneamente ad una persona) l’errore di rifiutare a priori la trattativa sul numero di case nel Parco delle Cascine, perché dà un segnale sbagliato alla proprietà di disponibilità. Se leggi con attenzione quanto abbiamo scritto sia qui sia sul giornalino comunale, noi diciamo una cosa
    parecchio diversa: visto il fallimento fin qui registrato delle proposte avanzate dalla proprietà, si deve ritornare ad avere un ruolo attivo sulla questione “Parco delle Cascine” avviando le pratiche per l’esproprio di alcune aree, proprio per dare il segnale opposto a quello che ci attribuisci e cioè che la politica urbanistica la fa l’autorità pubblica, non il privato.

    L’unico punto forse veramente di disaccordo riguarda la nostra disponibilità (e la tua indisponibilità) ad usare per l’esproprio del Parco delle Cascine parte dei soldi che arriveranno a Pioltello come compensazioni per gli inquinamenti patiti dai pioltellesi a causa del Polo Chimico. La differenza di vedute sta nel fatto che tu attribuisci questi soldi ad uno specifico quartiere di Pioltello (Limito) mentre noi riteniamo che si debba ragionare su tutto il territorio della città, mantenendo una particolare attenzione a Limito. Per il recupero (= ricostruzione) della Cascina Besozza sono stati chiesti sei milioni di euro. Mantenendo questo obiettivo (o, come possibile variante, il recupero ad uso pubblico della vicina cascina Camposoglio che è ancora in piedi e potrebbe costare meno), è possibile utilizzare parte di questa somma per avviare gli espropri, convinti che, se vogliamo attrarre finanziamenti di Regione e Provincia, qualcosa il Comune deve metterci di suo. Noi lanciamo l’idea, poi ci sarà tutto il tempo e lo spazio per discuterne coi cittadini di Limito e del resto di Pioltello, con le forze politiche, con gli enti superiori e valutarne la fattibilità.

    Infine, sui Rom la nostra posizione è quella della Amministrazione, che sta cercando una via, molto simile a quella ricordata da Kuda, di una via di uscita concertata con quella parte dei Rom disponibile a mandare i figli a scuola e a trovare un lavoro. L’alternativa da te posta tra “trattativa e arresto” ci sembra fuorviante, perché l’arresto riguarda solo le persone che abbiano commesso reati e in quel caso l’alternativa non è la trattativa.

  13. Posted by PAUL on 21 Luglio 2009 at 22:45

    Ciao Giuseppe,

    Ho riletto più volte la tua risposta al mio post e piuttosto che cercare di avere l’ultima parola cercherò di riassumere la mia posizione, che presto spero diventerà quella di Rifondazione Pioltello.

    I punti sono 2:

    1 - il futuro del parco delle cascine: siamo d’accordo sul fatto che rifiutiamo qualunque operazione che corrisponda ad un ulteriore cementificazione: 100 000, 200 000, o 300 000 m2 di residenziale o il suo equivalente attorno a qualunque progetto all’interno o a margine del parco delle cascine significa un aumento diretto della popolazione per la città con una forte edificazione in una zona verde non proprio in linea con quanto promesso in campagna elettorale.

    Sicuramente un PGT a crescita minima è possibile, ma sono necessarie le seguenti condizioni:

    ¢ solidità della maggioranza e impermeabilità alle pressioni esterne che spesso pongono l’amministratore di fronte a offerte difficili da rifiutare: “se mi fai realizzare questo intervento edilizio, ti sistemi il bilancio, fai tante opere pubbliche utili senza sforzo e vieni rieletto oppure fai carriera”;

    ¢ forte condivisione della scelta da parte dei partiti della maggioranza e della comunità e continua partecipazione della stessa (i bambini, le associazioni, i gruppi informali, i singoli cittadini) alle decisioni assunte dell’amministrazione;

    ¢ seria politica di bilancio che renda indipendenti sia le spese correnti che quelle in conto capitale dagli oneri di urbanizzazione dovuti a nuovi insediamenti e che ricerchi risorse alternative;

    ¢ utilizzo ed incentivo al recupero di tutti i volumi esistenti in particolare il patrimonio delle cascine storiche di Pioltello.

    Siamo d’accordo nel dire che dobbiamo lavorare per interrompere la corsa all’urbanizzazione a Pioltello, arrestare la rovinosa disseminazione edilizia e stradale, mettere fine all’inquinamento urbanistico e sviluppare un sistema che tuteli i valori ambientali, paesistici, naturali dandoli la priorità rispetto a qualsiasi altro interesse.

    Dobbiamo prendere le distanze da un PGT che prevede solo di trasformare le aeree verde rimaste, non possiamo più accettare il meccanismo perverso che spinge la nostra amministrazione a “sfruttare” il territorio come risorsa per finanziare la spesa corrente.

    La domanda che deve essere posta alla cittadinanza e che scioglie ogni dubbio sulla genuinità della nostra proposta riguarda la modalità di finanziare le opere e i servizi necessari a Pioltello, bisogna dunque chiederle se vuole:

    ¢ proseguire verso un finanziamento delle opere necessarie per mezzo di nuove lottizzazioni e accettare il conseguente aumento della popolazione, che significa la necessità di nuovi servizi, e genera la necessità di nuove lottizzazioni, e così via fino all’esaurimento totale delle aree libere ?;

    oppure,

    ¢ ricorrere al finanziamento per mezzo di accensione di mutui con conseguente ricaduta sulla fiscalità locale?

    2- le compensazioni per la SISAS e l’uso che se ne deve fare: su questo punto rimango intransigente. Sono aperto a tutte le proposte ma solo se prevedono di spendere le compensazioni principalmente a Limito (almeno il 60%). Abitavo a Limito nel 91 quando c’è stato un esplosione alla SISAS e mi ricordo le battaglie per bloccare il traffico dei TIR che a l’epoca entravano in Limito. Avevamo da una parte una zona industriale invasa dai TIR a tutte le ore e dall’altra un polo chimico molto inquinante.
    Pensare di chiedere ai cittadini di Limito come vorrebbero spendere le compensazioni è il minimo che possiamo fare. Per il PLIS e per il parco delle cascine non molliamo ma bisogna ripartire a zero e ripensare tutte le forme di finanziamento “etiche” e politicamente corrette: inizia una nuova fase di ricerca.
    Finiamo anche in questo di spendere i soldi degli altri so che il momento non è dei migliori per le finanze pubbliche ma ad esempio se tu dovessi dopo anni di invalidità ricevere finalmente il risarcimento di una causa per un incidente stradale, cosa faresti: le spenderesti in cure termali e riabilitative per ritrovare una certa forma fisica o faresti subito un viaggio in un paese straniero spendendo tutto in un mese ?

    3- I Rom: idealmente la concertazione rimane la soluzione più difficile ma la più corretta. Posso solo dire per esperienza personale che tra il 2005 e il 2006, sono andato regolarmente alla Bareggiata (una volta alla settimana) e ho cercato di stabilire un mini patto con loro, per esempio abbiamo fatto ri allacciare l’acqua in cambio di una pulizia e una raccolta seria di rifiuti all’interno della cascina (Scoletta dell’ufficio ecologia ne è stato testimone) abbiamo cercato di mandare i bambini a scuola ma quando ho saputo del sospetto di sfruttamento di bambini per elemosinare mi sono dissociato e abbiamo perso il contatto con loro. Idem sui bambini a scuola, hanno chiesto il servizio pullman ma quando gli abbiamo spiegato che non c’era per gli italiani dunque figuriamoci per chi rappresenta il gruppo sociale più odiato in Italia non le hanno più mandato a scuola. La provincia e la nostra amministrazione hanno sempre fatto finta che non esistessero dunque adesso che da 117 sono circa 250/300 figuriamoci, la trattativa è ridottissima se aggiungiamo governo, regione e provincia in mano alla LEGA possiamo solo sperare in un miracolo. Ecco perché la mia domanda preferite la trattativa o l’arresto, non era cosi provocatoria: convochiamo una tavola rotonda anche con loro rendiamo partecipe del nostro problema.

    A mio avviso anche se la parole ambiente è ormai trasversale e viene utilizzata da destra a sinistra è importante che sia al centro della nostra riflessione sulla trasformazione del territorio perché la diffusione urbana ha dei pesanti effetti energetici ambientali, prima causa di impermeabilizzazione del suolo per esempio.

    Per arginare gli effetti negativi della cementificazione ed escludere azioni meramente speculative, il nostro PGT dovrebbe inserire maggiori cautele per gli interventi nelle aree agricole, per arrestare la perdita di quel immenso patrimonio storico lombardo, rappresentato dalle grandi cascine storiche di Pioltello e dalle sue rigogliose campagne.

    La città di Pioltello e il suo territorio i suoi 3 parchi sono parte della nostra identità. La potenza dei simboli, assieme alle dotazioni infrastrutturali, alla concentrazione di individui, alle opportunità e alle relazioni sociali, determina la qualità della vita urbana. La perdita di un simbolo come il parco delle cascine comporterebbe una perdita di significato: il luogo smette di “parlarci”, la nostra identità si attenua, il senso di comunità smarrisce. Finiamo per sentirci estranei nella nostra città, più “poveri”.
    E’ dunque fondamentale che qualunque PGT individui i punti esenziali per la nostra identità che non è solo il centro storico di Pioltello, ma anche i paesaggi, i parchi, i campi che consumiamo ogni anno per costruire centri commerciali, capannoni e villette.

    Anche agli osservatori più superficiali non sarà sfuggita l’immagine ricorrente all’interno di Pioltello del fatiscente abbandono in cui versano molte cascine, mentre a poche centinaia di metri sorgono immancabili schiere di nuove villette e condomini, che vanno a erodere il paesaggio agrario trasformandolo in periferia urbana; le conseguenze si manifestano anche in termini di viabilità, pozzi per il prelievo dell’acqua, scarichi fognari, degrado complessivo dell’ambiente e del paesaggio.
    Mentre a Pioltello abbiamo assistito all’ ampliamento di aree produttive, ricordiamo ad esempio che dopo diversi anni di mancato utilizzo, a Seggiano, imponenti capannoni giacciono tuttora inutilizzati: ciò non ha impedito che a fianco di esso venisse curiosamente costruito un altro capannone.
    Un altro valido esempio può essere considerato il caso di un nuovo insediamento che si intende realizzare nell’area EX-SISAS: infatti qualcuno vorrebbe realizzarci un centro commerciale, nonostante la presenza a soli 5 chilometri del grande centro commerciale “l’Acquario” e la costruzione di quello di Segrate, a soli 3km, considerato il più grande d’Europa. Vale la pena di ricordare che questa nuovo insediamento sorgerebbe proprio a ridosso del parco naturale dell’Invernizzi.

    Dobbiamo mandare un segnale chiaro alla maggioranza e ai cittadini per differenziarci all’interno della coalizione perché non possiamo da una parte votare in consiglio comunale un atto che sottolinea la vocazione a parco dell’area rifiutando un ipotesi speculativa ma dall’altra stare al tavolo e discutere con una società immobiliare il cui unico scopo è realizzare l’ennesimo gigantesco progetto residenziale in un parco: è ora di affermare il nostro rifiuto categorico al consumo del territorio !

  14. Posted by Gianluca on 23 Luglio 2009 at 23:03

    Ciao a tutti, sono Gianluca Premoli di Limito: mi sono “trattenuto” fino ad ora, per evitare di invadere l’ospitale sito della Lista con il mio solito intervento fiume, ma, visto che anche l’amico Paul non è stato estremamente sintetico…mi permetto un’incursione in questo bel dibattito, dove, al di là di alcuni punti di vista differenti, mi sembra ci sia una discreta base comune di passione civica e preoccupazione per l’ambiente.
    Il mio è un intervento da cittadino comune e mi rendo conto che in questi interventi tira aria da addetti ai lavori: è chiaro che si parla di Parco delle Cascine ma il dibattito è molto più ampio, visti i numerosi accenni al fatto che nella maggioranza a Pioltello sia in corso il confronto sul Piano di Governo del Territorio che questa Amministrazione si appresta a discutere (?) e varare (!). Mancando al cittadino comune gli elementi di discussione sul PGT, è evidente che questi, intervenendo, si espone al rischio di brutte figure. Proprio per questo motivo mi sono firmato con nome e cognome, tanto per essere chiari. Le mie opinioni sono solo mie e sono basate sui fatti che conosco; ogni informazione in più sarà benvenuta e complimenti al sito di LxP che democraticamente ospita sempre tutti quanti.
    Sul PGT mi piacciono molto gli spunti e i criteri che emergono dagli interventi di Paul, più emotivi e vicini al mio sentire di questo momento, e comunque non mi sembrano affatto lontani dalla radicalità dei “crismi” che anche LxP ha contribuito ad imprimere nell’originale programma di governo di questa maggioranza. Dico “originale” perché il percorso di questi anni mi è in realtà sembrato un po’ ondivago e un po’ troppo ancorato alla fredda e contabile logica amministrativa, che per sua natura diventa motivo di giustificazione di qualche compromesso governativo, sempre difficile da capire e digerire per chi lo vede da fuori e spesso non ha tutti gli elementi a disposizione, per semplice negligenza sua o, più grave, per carenza dei meccanismi di informazione e partecipazione. Se poi si scoprisse che l’informazione e la partecipazione vengono a mancare anche nella maggioranza, dove Paul reclama (nel suo secondo post) una discussione in trasparenza, sarebbe ancora un po’ più grave. Mi sembra fosse già accaduto per l’Accordo di Programma sull’area ex-Sisas, almeno sulla prima proposta votata nel Luglio 2007. Su quella vicenda sono ancora oggi molto critico e non concordo sulla visione positiva che si tende proporre per l’attuale stato di cose.
    Tanto più che adesso si rilancia l’idea di spostare le compensazioni, o parte di esse, per intervenire sul Parco delle Cascine.
    Sono decisamente contrario ad ogni tipo di proposta in questo senso. Continuo a considerare una beffa per i cittadini tutta l’evoluzione della vicenda Sisas ed ex-Sisas, paradigma di una incapacità ed una miopia civica, politica ed amministrativa estesa dal livello del quartiere fino a quello delle massime istituzioni.
    Premetto di essere fermamente convinto che le compensazioni non arriveranno mai e finiranno per essere assorbite nel vortice degli extra costi dovuti alle modifiche del piano di bonifica, ma su questa previsione sarei felice di sbagliarmi. Ritengo comunque che sia profondamente sbagliato pensare di impiegarle su progetti non contigui a Limito. Si chiamano compensazioni perché compensano, indennizzano potremmo dire, un disagio determinato dallo sviluppo della vicenda Sisas, che prefigura un ulteriore appesantimento ambientale su Limito. Non si tratta di campanilismo o localismo, si tratta di lingua italiana e di intendersi sulle parole, altrimenti bisognava scegliere definizioni diverse fin dall’inizio, già da quando si dava la caccia come salvatore delle patria a Zunino, che in acque buone non era e mi pare non sia nemmeno in questo momento. Se invece vogliamo palare di impronta ambientale globale, allora possiamo regalare le compensazioni ai Cinesi, che hanno qualche problemino di inquinamento su scala maggiore dei nostri…
    Come prima si dava la caccia a Zunino per l’Accordo di Programma sulla Sisas, mi sembra quasi che adesso si dia la caccia a nuovi eroi (?) di turno per salvare il Parco delle Cascine in mancanza di buone idee. Ed invece le idee della Lista, e anche quelle di Paul (spero anche io che il suo partito voglia sostenerle) sono ottime. Bisogna pubblicizzarle il più possibile e fare fronte contro ogni proposta non soddisfacente e non presentata in assoluta trasparenza, che venga dal PD (meno “elle”) o dal PDL (con la “elle”) secondo me non fa differenza, visto che nel cemento di “elle” non ce ne sono…
    Spero che chi crede in questo territorio continui a sfuggire alla logica dell’accaparramento dei progetti che girano a ritmo di valzer, o di samba in questa stagione…centri commerciali, consolati americani, inceneritori, parchi tecnologici, stadi, impianti sportivi cittadelle delle giustizia, ortomercati, velodromi, business park, chilometri rossi, carceri, centri di ricerca tipo Cerba, poli universitari, villaggi per ricchi…abbiamo visto veramente di tutto e nessun criterio ancora fissato nero su bianco nei PGT per governare il territorio ed arginare il consumo di suolo. Dal mio punto di vista su questo non si può derogare, io non accetterei più un solo metro cubo di edificazione che non sia a recupero di aree dimesse o già edificate (a proposito, esiste a Pioltello un censimento delle aree industriali/produttive/servizi dimesse? Non andrebbe considerato attentamente prima e per fare un PGT?).
    Spostare le (eventuali) compensazioni sul Parco delle Cascine significherebbe solo usare una stampella per arginare una situazione che deve trovare una soluzione condivisa nella società civile e nella politica, frutto di un reale processo partecipativo. Processo partecipativo che, ad esempio sulla Besozza e sulle Sisas è ancora incompleto e che potrebbe finalizzarsi forse proprio intorno al tema delle compensazioni, che da quel contesto non si devono muovere, allargandolo semmai all’acquisizione delle cave a Sud della Besozza. Sulla cessione di Camposolio da parte della Fondazione Invernizzi non mi faccio speranze, dato che i Signori Invernizzi non ci sono più e “Fondazione” non equivale affatto ad associazione di verginelle benefattrici, per cui anche in quel caso si dovrebbe calare sul piatto una bella contropartita edificatoria.
    Spero che Paul trovi consenso nel suo partito e che LxP riesca ad avere la forza per imporre la sua visione sul Parco delle Cascine, lasciando perdere la chimera delle compensazioni. La chiave di tutto è nella partecipazione e nella diffusione delle idee: non possiamo lasciarle confinate nelle nostre discussioni di pochi, dobbiamo anzi pubblicizzarle sempre di più ed allargare il dibattito, anche se si pestano i piedi a chi intende la politica in altro modo.
    Io nel mio piccolo farò la mia parte, fosse solo quella di scrivere su questo sito e di farmi una corsa con gli amici nel Parco delle Cascine e nel Bosco della Besozza.
    Non mi va proprio l’idea di lasciar pianificare tranquillamente il futuro del nostro territorio ad Amministratori che in assemblea pubblica presentano un progetto di edificazione su Limito lì dove ora si trova un prato e dicono che altrimenti quella resterebbe una “brughiera desolata”… come se il verde non fosse un valore in sé e per sé!
    Non mi va proprio, dopo avere espresso pubblicamente il mio dissenso nell’assemblea pubblica dell’8 aprile a Limito, così come ha fatto un altro mio concittadino, mi sia capitato poi di sentire un autorevole trombone della maggioranza nel consesso del consiglio comunale che vantava di avere avuto il consenso della popolazione limitese tranne “un paio di talebani della nostra parte politica”. I nomi degli autori di queste sparate non li faccio, così non si devono nemmeno prendere il disturbo di negare quello che hanno detto…
    Rimarrà una cosa tra noi, come tutte le altre se non riusciamo a muovere un po’ di gente. Putroppo oggi a Pioltello per il Parco delle Cascine mi sembra come a Limito anni fa per la Bica, pochi volenterosi oltranzisti a fare barriera contro il cemento e una maggioranza silenziosa di pigri qualunquisti che si accorgono del problema solo quando il cemento sta per colare voluminoso ed inarrestabile.
    Lunga vita a questo spazio di confronto, speriamo che le vacanze non portino brutte sorprese e che al rientro si riesca ad organizzare qualche bella assemblea pubblica su questi temi.
    Saluti a tutti
    Gianluca

  15. Per i partecipanti di questa discussione: abbiamo pubblicato un nuovo articolo relativo alle future iniziative del Prefetto in collaborazione con il Comune di Pioltello.
    vedi http://pioltello.wordpress.com/2009/07/25/un-patto-per-la-legalita-per-i-rom-della-bareggiate/

  16. Posted by PAUL on 26 Luglio 2009 at 14:36

    Buongiorno a tutti,

    ho letto con interesse l’intervento di Gianluca e devo dire che mi piacerebbe conoscere 50 cittadini che si esprimono come lui, che intervengono liberamente, senza nessun calcolo politico e ti dicono il loro pensiero in modo limpido su questioni di prima importanza come l’ex-Sisas o il parco delle cascine. Possiamo non essere d’accordo con lui ma almeno conosciamo il suo pensiero e partecipa in modo attivo alle discussioni criticando ma anche stimolando il dibattito politico, per noi dovrebbe essere un punto di partenza:
    - cosa vuole il cittadino ?
    - sto proponendo qualcosa di interessante per il cittadino ?
    - è stato sufficientemente coinvolto ?

    Ritornando al Parco delle Cascine, dicevo in un post precedente che forse non ci capiamo sull’obbiettivo dunque dovremo provare a definire lo scopo della trasformazione del parco per evitare malintesi e proposte fuori luogo.

    Inviterei d’ora in poi tutti quelli che intervengono a fare proposte concrete sul futuro del parco per metterle a confronto a capirci.
    Per quanto mi riguarda se si parla di parco si parla di un luogo pubblico in un contesto naturale, dunque escludo già in partenza la privatizzazione delle aeree, la loro lottizzazione, la loro “edificabilita” , inoltre il contesto naturale escluderebbe a priori qualunque cementificazione.
    Qualcuno mi dirà che questa è la teoria ma senza un minimo di compromesso non si trovano i finanziamenti, è vero, pero un compromesso può volere dire tante cose !

    Dunque intendiamoci su l’idea di compromesso: in cambio del parco qualcuno potrebbe accettare una minima edificazione. Una minima edificazione pero, cioè che un privato proponga un progetto all’interno del parco che permetta al numero massimo di cittadini di usufruirne ma senza rinunciare al parco e soprattutto senza edificarlo ad oltranza, dunque senza l’appoggio di un società immobiliare che per recuperare suoi investimenti non farà altro che proporre di costruire villette, appartamenti o residenze.

    Occorre dunque trovare un partner pubblico disposto a farne un vero parco. Con i tempi che corrono e il cambio di maggioranza in provincia l’idea sembra irrealizzabile al momento, dunque 2 cose sono possibili:

    1- aspettare un cambio di maggioranza in regione l’anno prossimo dopo le elezioni Regionali o sperare che si ripropongono progetti a finanziamenti pubblici come nel 2002 per la Besozza che faceva parte delle DIECI GRANDI FORESTE DI PIANURA, riproporre nuovi interventi di forestazione nella pianura lombarda e proporre il parco delle cascine di Pioltello, nel frattempo bisogna dimenticarsi qualunque progetto, e sperare che la maggioranza rimanga solida e convinta di questa scelta;

    2- riflettere a tutti i progetti compatibili con la nostra idea di parco e ricercare un partner privato che voglia investire senza chiedere in cambio un edificazione ad oltranza, investire in un progetto che gli permetta di guadagnare abbastanza per limitarsi a questo progetto.

    Quali sono i progetti che possono essere interessanti per un privato ma che non significano trasformare il parco in un mega residenze ?

    Facciamo un elenco di proposte, anche se possono sembrare fantasiose cercando di valutare la loro fattibilità e la loro compatibilità con la nostra idea di un parco:

    - un parco a tema:
    o un mini Gardaland:
    dove troviamo l’acqua ? quanti veicoli ci troveremo sulle nostre strade ? quale inquinamento indotto significherebbe che potrebbe addirittura essere peggiore del residenziale …..

    o un parco didattico: (tipo parco della preistoria)
    Il Medio Evo: con castello, cavalli, battaglie, giochi …
    I Romani: con gladiatori, corse di carri, ecc…
    Lo Spazio: laboratori, riproduzione astronavi, museo della scienza, giochi a tema…

    o uno zoo:
    con visita guidata in macchina per avvicinare gli animali in semi libertà;
    è eticamente coretto promuovere uno zoo ?

    o un Mini Idroscalo:
    con tanti specchi d’acqua per pescare, fare vela, fare sci d’acqua, canoa, tutte le attività legate al mondo dell’acqua e all’interno un centro divertimento tipo Acquaneva: ancora una volta bisogna valutare quale inquinamento indotto significherebbe che potrebbe addirittura essere peggiore del residenziale …..

    - un parco con impianto sportivo:
    o per moto:
    con piste da cross, percorsi per i Quad, gare di moto:
    sarebbe troppo rumoroso ed inquinante in contrapposizione all’idea di un parco naturale

    - un progetto altamente qualificante:
    o Università;
    o CNR
    o Sede di un Ente pubblico conosciuto
    Ancora una volta significa che un società immobiliare chiede obbligatoriamente la possibilità di edificare all’interno o a margine del Parco per ammortizzare l’investimento e abbiamo già verificato che i volumi richiesti sono insopportabili per una cittadina delle nostre dimensioni che ha gia tanti problemi da risolvere.
    - Una Tenuta Agricola: (tipo la tenuta di Migliarino in provincia di Pisa)
    o Cascine;
    o allevamenti;
    o centri agricoli specifici:
    produzione di prodotti tipici, mucche, cavalli, capre ecc…
    Sarebbe fantastico avere un angolo di campagna alle porte di una città come Milano, per acquistare prodotti naturali e permettere alle scolaresche, alle famiglie di farvi visita. Ma l’investimento sarebbe importante per un ritorno quantificabile soprattutto in termine di qualità di vita, non di tipo economico dunque poco attraente per un privato o un consorzio agricolo.

    - un Ippodromo:
    o per le corse di cavalli;
    o con tanti centri equestri attorno;
    o con la possibilità di girare a cavallo nel parco
    Il numero dei visitatori la domenica sarebbe sicuramente inferiore a quello di uno stadio ma rappresenterebbe comunque un inquinamento indotto che ancora una volta potrebbe rivelarsi addirittura peggiore del residenziale …..

    L’elenco non finisce cui e spero che potremo mettere a confronto altre proposte ma se veramente vogliamo restituire il parco al pubblico, renderlo fruibile, non trasformarlo in una colata di cemento e resistere a tutte le proposte che le varie società immobiliare continueranno a farci, l’unica soluzione oggi nel 2009 rimane quella del PLIS: un Parco (verde), Locale ( raggiungibile facilmente dai cittadini), d’Interesse (per la sua impostazione e la sua diversità naturalistica), Sovra comunale (coinvolge e interessa tutti i comuni limitrofi).
    Attualmente non sappiamo ancora come farlo vivere e con quali finanziamenti ma se ci concentriamo su quest’obbiettivo e se tutta la giunta riflette a proposte e richieste da fare a Provincia, Regione e Stato non è detto che non riusciremo mai a farlo vivere.

    Se qualcuno ha una proposta alternativa, concreta, che condivide i principi elencati quali rispetto dell’ambiente, restituzione alla cittadinanza, e rifiuto della speculazione edilizia ben venga, la leggeremo con attenzione ma dobbiamo avere presente che la struttura originaria della città è cambiata profondamente negli anni e ha visto una forte espansione dell’area urbanizzata.

    Dunque deve essere chiaro che, anche se numerose possono essere le tipologie di verde presenti (protetto e non protetto, libero o attrezzato, di piccole e grandi dimensioni), la nostra idea di Verde Urbano all’interno dei confini comunali deve mirare al soddisfacimento di uno o più bisogni della collettività: miglioramento della qualità dell’aria, fruizione paesaggistica, fruizione ricreativa, tutela della biodiversita e rifiuto del consumo del territorio.

    A presto PAUL

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