Riprendendo quanto anticipato su questo sito nei giorni scorsi, il Coordinamento della Lista per Pioltello ha espresso in un comunicato la posizione del movimento sull’intervento di sgombero attuato alla cascina Bareggiate e sul futuro del Parco delle Cascine dopo lo sgombero.
Nel comunicato, la Lista esprime il proprio appoggio allo sgombero ed al patto della legalità e ribadisce per il futuro del Parco la scelta di farne un polmone verde a servizio non solo della nostra città ma di tutta la Martesana.




Segnala buche, arredo rotto ed erba da tagliare nei parchi
Posted by Kadath Dragon on 26 Agosto 2009 at 10:08
Speriamo in bene…non sarebbe fantastico se si potesse avere un parco sulla falsariga di quelli inglesi, dove poter passare un pomeriggio al sole, a 2 passi da casa?
Posted by mauroluigi on 30 Settembre 2009 at 15:15
mi sembra assurdo continuare a chiamarlo parco delle cascine visto che sono state tutte abbattute!!! inoltre mi piacerebbe che quanto esposto dal vostro comunicato fosse vero; in realtà appena una società calcistica si è fatta avanti per costruire il nostro siandaco ha detto: se son rose fioriranno! come a dire sfruttiamo ancora un po il territorio. Bisogna gestire il parco come bene comune ad uso dei cittadini di tutti i comuni!! ciao
Posted by listapioltello on 30 Settembre 2009 at 16:42
Caro mauroluigi
Il nome “parco delle cascine” continua ad essere valido, sia perché nell’area ci sono due cascine in ottima salute e che svolgono attività di grande visibilità persino internazionale, sia perché nel luogo dove sorgevano le cascine abbattute sono ricostruibili nuovi edifici con struttura simile, ma magari più funzionali delle cascine originarie che, in assenza di una attività agricola e di una manutenzione da parte della proprietà, prima di essere abbattute erano già ridotte a ruderi pericolosi.
Sulla questione “stadio” ribadiamo quanto già sostenuto quando il progetto aveva una qualche credibilità e cioè: a noi lo stadio interessava non come opera in sé ma come mezzo per aprire una trattativa con la proprietà dell’area per portare a casa un’ampia porzione di terreno da rendere fruibile ai cittadini. Per noi le “rose” non erano i soldi o le case, ma i metri quadri di parco.
Quando tu solleciti a “gestire il parco come bene comune” dai per scontato che l’amministrazione comunale possa disporne a suo piacimento, cosa che purtroppo non è vera. Tolti 17.000 mq vicino al cinema, gli altri 2,2 milioni di mq sono di proprietà privata e quindi “gestibili” dal Comune solo indirettamente e cioè attraverso le regole del piano regolatore (che dicono cosa si può fare o no sul parco ma che non autorizzano il Comune a fare al posto del privato) e attraverso eventuali trattative con la proprietà. E’ come governare un cavallo non direttamente con le briglie ma con i proverbiali bastone e carota: il cavallo alla fine può sempre decidere di fare una cosa diversa da quella che vogliamo noi.
Sull’uso “dei cittadini di tutti i comuni” ci trovi perfettamente d’accordo. Non a caso, la Lista è finora l’unica forza politica a sostenere che il destino finale del Parco delle Cascine è la fusione con il Parco Cave Est con cui confina a nord all’altezza di Vimodrone, proprio per condividere con altri sette Comuni oneri ed onori della gestione di questo grande “parco della Martesana”.
Posted by PAUL POIRET on 5 Ottobre 2009 at 13:19
Scusate se irrompo nella discussione ma veramente anche Rifondazione Pioltello difende e sostiene il PLIS, mi sembra di essermi abbastanza dilungato quest’estate su quest’argomento e anche i compagni dei comuni limitrofi, dunque chiederei alla Lista di rettificare: “la Lista come Rifondazione è una delle pochissime forze politiche a sostenere che il destino finale del Parco delle Cascine è la fusione con il Parco Cave Est con cui confina a nord all’altezza di Vimodrone, proprio per condividere con altri sette Comuni oneri ed onori della gestione di questo grande “parco della Martesana”.
Inoltre sarebbe interessante inserire questa discussione come seguito della scorsa estate, dove ci siamo gia’ detti tante cose a proposito del parco e del PLIS
Grazie per l’attenzione
PAUL
Posted by listapioltello on 5 Ottobre 2009 at 13:29
Caro Paul
non ci era chiaro che la posizione da te espressa sul PLIS Cave Est + Parco Cascine su questo sito fosse anche la posizione ufficiale di Rifondazione Comunista sull’argomento. Ne siamo felici e rettifichiamo volentieri.
Tecnicamente non siamo in grado di spostare questa discussione sotto quella di questa estate: purtroppo il software (nella versione gratuita che ci ospita) non ce lo consente.
Posted by PAUL on 5 Ottobre 2009 at 19:03
Ciao a tutti,
mi permetto ancora una volta di dire la mia sul parco delle Cascine per alimentare il dibattito.
Il vero problema del parco delle cascine è la mancanza di un obbiettivo comune, dobbiamo prima di tutto metterci d’accordo su l’obbiettivo da raggiungere: restituire le aree verdi ai cittadini contrastando la speculazione edilizia che non solo cementa il territorio ma lo privatizza, lo affetta e lo vende al metro quadro ?.
Secondo uno studio promosso dal politecnico di Milano, dall’Istituto Nazionale di Urbanistica e da Legambiente, ogni 24 ore in Lombardia vengono urbanizzate poco più di 10 ettari di suolo agricolo o naturale: sei volte piazza Duomo per intenderci ! Sembra che perdere ogni mese più di 300 ettari di suolo libero interessa solo a una ristretta élite di appassionati.
Ecco a Pioltello, è la stessa cosa finche questa maggioranza non discuterà in trasparenza e non cercherà una posizione comune sul futuro del parco, arriveranno altre proposte che dovremo rispedire la mittente perché non in linea con la nostra idea di parco, di verde fruibile.
Senza considerare, la necessità di un piano dei servizi partendo da un analisi del fabbisogno locale, disegnare la mappa delle criticità: cosa manca ancora a Pioltello in termine di servizi ?
E se mancano gia una serie di servizi, possiamo “accogliere” nuovi insediamenti abitativi ? Saremo poi in grado di fornire i servizi necessari ?
La dotazione di servizi suppone un analisi del fabbisogno locale che sintetizza le principali richieste di intervento sul territorio raccolte negli ultimi anni, in occasione dei precedenti momenti di confronto pubblico tra Amministrazione e cittadinanza ( proposte inviate da cittadini singoli o associati; indicazioni pervenute da percorsi specifici, ecc.).
Dobbiamo interrogarci:
¢ Perché costruire ?
¢ Dove costruire ?
¢ Quanto costruire ?
¢ Come costruire ?
Il concetto di servizio deve andare oltre la natura di standard urbanistica.
La dimensione dello sviluppo insediativi deve essere misurata per evidenziarne l’evoluzione e capire se la nostra pianificazione risponde al fabbisogno immediato e se il modello tradizionale è ancora adatto a governare lo sviluppo.
Scusate se sono un pò retorico ma oltre a considerazioni ambientali ci sono dei problemi molto pratici, altro che città metropolitana.
Non è solo una questione di numeri è una questione di standard qualitativi: secondo voi a quanti abitanti può arrivare Pioltello entro il 2050: 40 000 ? 50 000? Oltre?
Secondo me dobbiamo arrivare a un aumento pari allo zero, a una crescita minima, non perché voglio che la città si chiuda a se stessa ma perché dobbiamo fare la scelta del risparmio del suolo come politica urbanistica e questo vuole dire che:
- non è più possibile portare avanti un modello di sviluppo della città di Pioltello che prevede solo il consumo sistematico del suolo,
- non possiamo restare indifferenti all’impoverimento delle poche risorse naturali presenti sul territorio, e non possiamo restare indifferenti di fronte alla progressiva ed inesorabile urbanizzazione senza parlare della conurbazione tra diverse città e paesi;
- non possiamo più accettare il meccanismo perverso che spinge la nostra amministrazione a “sfruttare” il territorio come risorsa per finanziare la spesa corrente.
In realtà dietro la proposta dello stadio dobbiamo vedere un idea di PGT che deve essere ripensato ed esprimere in maniera molto chiara ed esplicita la volontà di quest’amministrazione di:
¢ non procedere a nessun nuovo piano di insediamenti residenziali se non attraverso il recupero di eventuali volumi già esistenti;
¢ puntare sulla valorizzazione del centro storico e del patrimonio artistico ed architettonico ( le cascine, i parchi ed i giardini);
¢ salvaguardare la poca agricoltura ancora presente nel nostro comune;
¢ promuovere la qualità ambientale.
E’ di questo che stiamo parlando della nostra idea di PGT, anzi io parlerei di Piano di GARANZIA del Territorio, perché dobbiamo garantire alle future generazioni un minimo di parco, di spazio verde, e non sono d’accordo con Giuseppe che dice che non è un rifiuto a priori, invece deve esserlo: noi dobbiamo esprimere chiaramente la nostra idea di PGT prima di fare qualunque proposta, vedrete che le proposte stile Inter diminuiranno.
Personalmente non sono molto d’accordo con l’idea di utilizzare le compensazioni del Polo chimico per realizzare opere sul territorio se non a Limito.
Questa frazione ha subito per 30 anni un inquinamento che tutti noi abbiamo denunciato, dopo un decennio di battaglie finalmente arriva un riconoscimento economico e noi dovremo sottrarglielo per realizzare opere sul resto del territorio o utilizzare questi finanziamenti per acquistare una parte del parco delle cascine senza poi poterci fare un vero parco in mancanza di finanziamenti ?
Non sono per niente d’accordo, prima bisogna chiedere a Limito cosa vorrebbe fare con le compensazioni, se si tratta di compensare magari è il caso di chiedere prima a loro cosa vogliono. In secondo luogo, abbiamo la Besoza da mantenere e perchè no da completare: un concreto esempio di parco per i cittadini, di verde fruibile e di aria pulita da respirare.
Certo che il PLIS è la soluzione per una trasformazione coerente del Parco delle Cascine che deve assolutamente essere protetto da future speculazioni.
La soluzione ideale rimane il PLIS che interessa i comuni di Brugherio, Carugate, Cernusco sul Naviglio, Cologno Monzese, Vimodrone per una superficie totale di circa 573 ettari. I Sindaci dei Comuni coinvolti hanno sottoscritto nel novembre 2006 il perimetro del Plis, Vimodrone completerà a breve l’iter con l’approvazione definitiva della variante urbanistica, Cernusco sul Naviglio indica un’area come valore di avvio di un processo che porterà nel breve periodo ad un consolidamento dell’istituto del Parco attraverso una più ampia perimetrazione.
Il PLIS è uno strumento di tutela ”lieve”, poiché conserva le indicazioni dei PRG (Piano Regolatore Generale) comunali, ma importante, proprio perché il valore dell’area è riconosciuto da una Legge Regionale: Il parco delle cascine a Pioltello rappresenta solo 213 ettari.
Deve comunque essere riaffermata la nostra volontà di salvaguardare il Parco delle Cascine, rifiutando da una parte l’ipotesi stadio ma riproponendo la soluzione “verde” del PLIS.
PAUL