un progetto per la politica della partecipazione
CAMELIA
Comunità, AMministrazione E LIbere Associazioni
edizione
Pioltello, 10 Novembre 1997
a cura di
Giuseppe Bottasini
Gianni Croce
Giovanna Gagliardoni
Paolo Manzalini
abstract
La complessità odierna dei bisogni e dei desideri della comunità locale richiede un nuovo approccio comunicativo e collaborativo da parte della Amministrazione Comunale con la definizione di nuovi luoghi di incontro tra pubblico e cittadini [1]. Lo Statuto Comunale descrive una serie di istituti di partecipazione, rimasti inattuati e certamente da attivare migliorandone alcuni aspetti [2]. Il Programma della coalizione di centrosinistra per le elezioni amministrative presenta un insieme di proposte per la partecipazione dei cittadini [3]. Partendo dallo Statuto e dal Programma è possibile sintetizzare un progetto organico per una vera e propria ‘politica della partecipazione’ [4], di cui si delineano contenuti e tempi di attuazione. Si riassumono infine i costi ed i benefici del progetto [5].
1 introduzione
1.1 dall’alto o dal basso ?
Le forme tradizionali di partecipazione democratica (il voto, l’attività politica e sindacale) non sembrano più sufficienti a rappresentare compiutamente la vivacità della comunità locale, la quale si autoorganizza “dal basso” per promuovere i diritti di cittadinanza propri e delle categorie più deboli, nelle forme tipiche del cosiddetto “terzo settore” o “privato sociale”: libere associazioni, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali. Questo fenomeno, almeno nella forma di Associazioni, è particolarmente vivace in Pioltello.
A questo movimento che nasce spontaneamente dal basso, una Amministrazione Comunale intelligente e realmente democratica deve rispondere istituendo “dall’alto” nuovi luoghi di comunicazione e di collaborazione, superando una visione centralista della vita comunale evitando però di delegare al privato sociale i compiti spettanti al pubblico. La scommessa è riuscire a coniugare la rapidità di risposta tipica del privato sociale con la visione d’insieme e la forza strutturale della pubblica Amministrazione. Senza questo approccio coordinato dall’alto e dal basso diventerà sempre più difficile governare i fenomeni sociali emergenti (es. l’immigrazione, il degrado ambientale e urbanistico) e continuare a dare risposte adeguate ai fenomeni tradizionali (es. l’assistenza agli anziani, la richiesta di cultura e divertimento).
L’obiettivo finale non è ridurre i costi dei servizi sociali o guadagnare consenso elettorale (questi potranno essere effetti collaterali graditi) ma (ri)creare la comunità, ravvivando il senso di appartenenza a quella particolare comunità di donne, uomini e bambini che abitano nel nostro paese.
Il presente documento vuole essere un contributo alla realizzazione di questo incontro, dal punto di vista “alto” della Amministrazione.
1.2 vengo anch’io? no tu no
(Jannacci)
Il privato sociale è forse l’interlocutore più vivace e innovativo, ma non è certamente l’unico: occorre trovare luoghi di comunicazione anche con il privato produttivo (associazioni di categoria, sindacati) e con i settori del pubblico più direttamente coinvolti nella vita locale (es. le scuole).
Oltre agli interlocutori già organizzati, occorre rivolgersi anche alle fasce di cittadini che per età (i minori) o per ostacoli psicofisici (es. portatori di handicap) o culturali (es. stranieri) non sono in grado di rappresentarsi da sé.
E’ quindi un dialogo a tutto campo quello che l’Amministrazione deve imbastire con la comunità, garantendo uguali possibilità di partecipazione a tutte le componenti sociali, in particolare a quelle meno capaci di lobbismo.
1.3 ci troviamo da mario prima o poi
(Ligabue)
Il luogo dell’incontro deve essere facilmente accessibile anche ai cittadini ed alle Associazioni meno organizzati, quindi deve essere un luogo poco burocratico. Nel contempo deve essere un luogo formalmente riconosciuto dalla Amministrazione, per garantire a chi fa lo sforzo di entrarvi la certezza di essere per lo meno ascoltato. Vanno previsti luoghi diversi per interlocutori diversi, perché non ci si può confrontare nello stesso modo con il singolo cittadino e con una associazione di duecento cittadini, con un comitato estemporaneo e con una organizzazione stabile.
2 lo statuto comunale
2.1 carta canta, villan dorme
Un buon punto di partenza per la definizione dei luoghi di incontro tra l’Amministrazione e le organizzazioni dei cittadini è lo Statuto Comunale di Pioltello, il cui Titolo III (artt. 5066) è dedicato alla partecipazione. Seguendo l’impostazione della Legge 142/90, il Titolo III si pone come obiettivo l’effettiva partecipazione democratica di tutti i cittadini alla vita politica, amministrativa, economica e sociale della comunità (art.50) riconoscendo come interlocutori i singoli cittadini e le associazioni. Si definiscono alcuni istituti di partecipazione: albo delle associazioni [2.2], comitati di quartiere [2.3], riunioni ed assemblee [2.4], petizioni, istanze, proposte e referendum [2.5], consultazioni [2.6], difensore civico [2.7]. Alla stesura di questa parte dello Statuto avevano partecipato le associazioni pioltellesi con suggerimenti in parte accolti, ma a quel desiderio e sforzo partecipativo della comunità ha risposto la nolontà delle Amministrazioni che non hanno attuato quanto previsto dallo Statuto. E’ questo un monito per noi, perché non si ripeta questo gravissimo errore. Gli istituti di partecipazione statutari sono un primo insieme di possibili luoghi di incontro tra Amministrazione e cittadini. Di ogni istituto si riassumono nel seguito le caratteristiche principali.
2.2 l’albo delle associazioni
Nel medesimo articolo che enuncia i princìpi della partecipazione quasi a volerne indicare la particolare importanza si definisce l’Albo delle Associazioni come lo strumento che garantisce a tutte le Associazioni pari trattamento da parte della Amministrazione. Le Associazioni si iscrivono per ambiti di competenza, senza particolari vincoli sulla loro organizzazione interna. Si rimanda ad un Regolamento (mai scritto) le modalità di iscrizione. L’iscrizione all’Albo non è condizione necessaria per accedere alle strutture comunali (art.52); l’Amministrazione deve sì invitare per iscritto le Associazioni dell’Albo alle assemblee pubbliche ma tale obbligo non vale per le consultazioni (art.54).
2.3 i comitati di quartiere
L’art.51 prevede la possibilità (ma non l’obbligo) per l’Amministrazione di istituire i comitati di quartiere. Secondo la legge 142/90 le circoscrizioni di decentramento sono obbligatorie sopra i 100000 abitanti, facoltative tra i 30000 e i 100000 e non previste sotto i 30000.
2.4 riunioni ed assemblee
Nell’art 52 è prevista la facoltà da parte della Amministrazione di indire assemblee e riunioni su temi specifici, coinvolgendo le Associazioni, indipendentemente dalla loro iscrizione all’Albo. Si riconosce inoltre il diritto ai cittadini e agli “organismi sociali con carattere democratico” di utilizzare le strutture comunali per proprie assemblee.
2.5 petizioni, istanze, proposte, referendum
Gli artt. 53 e 55 definiscono una serie di istituti (istanze, petizioni, proposte, referendum) che con un investimento di impegno crescente da parte del richiedente vincolano in modo crescente la Amministrazione. Dalla approvazione dello Statuto questi istituti non sono mai stati attivati né dalla popolazione né dalla Amministrazione.
2.6 le consultazioni
L’art 54 stabilisce che la Amministrazione può dar vita a consultazioni a tema che coinvolgano categorie di cittadini interessati al tema.
2.7 il difensore civico
Gli artt. 6066 istituiscono il Difensore Civico e ne delineano caratteristiche e compiti. In sintesi è il garante della correttezza degli atti amministrativi.
3 il programma del centrosinistra
3.1 cosa abbiamo promesso
Nel Programma elettorale della nostra coalizione vi sono molti punti che riguardano la partecipazione: vengono qui ricordati e confrontati con quanto previsto dallo Statuto.
3.2 attuazione dello statuto
Il Programma contiene alcuni riferimenti agli istituti di partecipazione statutari: Albo delle Associazioni, non meglio precisati “organismi di partecipazione popolare” (consulte/comitati di quartiere?), Difensore Civico. Per questo ultimo, vi è l’impegno di nominarlo entro un anno.
3.3 consulte tematiche
Il Programma introduce lo strumento delle consulte tematiche ed identifica alcuni temi: sport, cultura, servizi sociali, studenti, stranieri.
3.4 consiglio comunale dei bambini
E’ prevista l’attuazione del Consiglio Comunale dei Bambini, strumento di partecipazione già sperimentato con successo in altri Comuni della zona.
3.5 consulta permanente scuolecomune
Questa Consulta (l’unica definita ‘permanente’ nel Programma) è caratterizzante la coalizione ed il suo Sindaco. E’ forse la Consulta più facile da avviare (gli interlocutori sono i rappresentanti di docenti e studenti) e certamente una delle più impegnative dal punto di vista dei contenuti. Esempi di punti possibili di collaborazione tra Scuole e Amministrazione sono contenuti nel programma della Lista per Pioltello.
3.6 spazi per autoorganizzazione dei giovani
Il Programma prevede la concessione di spazi per la autoorganizzazione dei giovani.
3.7 informazioni sulla amministrazione, rete civica
Il Programma introduce la possibilità di costruire una rete civica informatizzata. L’esperienza delle rete civiche in Italia ha finora riguardato realtà molto più grandi di Pioltello, ma in tempi recenti la riduzione dei costi hardware e software e l’espansione di Internet hanno reso questa tecnologia accessibile anche a paesi mediopiccoli. Nonostante ciò, non sembra che siano molte le Amministrazioni capaci di farne un canale di comunicazione dall’alto e dal basso: molto più spesso viene pensato solamente come la versione digitale del bollettino comunale cartaceo.
3.8 festa di pioltello
Il Programma prevede l’istituzione della Festa di Pioltello. Pioltello non ha una vera e propria “festa del Paese”: l’attuale festa di S.Lucia è eccessivamente incentrata sulle Associazioni dei commercianti, lasciando fuori dalla progettazione ed organizzazione tutte le altre realtà (comitati di quartiere, parrocchie, associazioni sportive e culturali, volontariato) che possono arricchirla di contenuti più ampi che l’acquisto di qualche regalo per Natale.
Anche se non è strettamente un tema di politica della partecipazione, la Festa è sicuramente uno strumento importante per far crescere il senso di appartenenza alla comunità.
4 il progetto camelia
4.1 perché un progetto
L’analisi fin qui svolta mostra che lo Statuto e il Programma elettorale convergono nel definire una serie di istituti di partecipazione. Si prova ora ad iscriverli in un progetto organico, senza il quale i singoli istituti rischiano di non apparire sufficientemente motivati e quindi di non essere realizzati. Nella sua forma definitiva, il progetto impegnerà la Giunta collegialmente perché sarebbe riduttivo vederlo come semplice somma di interventi dei singoli Assessorati: è invece un modo differente di fare politica. Ecco perché il progetto è anzitutto rivolto al Sindaco, come primo elaboratore e garante della politica comunale.
Si è scelto il nome di un fiore, CAMELIA (Comunità, AMministrazione E LIbere Associazioni) perché questo progetto vuole essere il primo dei fiori di una rivoluzione gentile che trasformi positivamente ed in modo irreversibile la comunità locale.
4.2 perché questo progetto
Il progetto qui delineato non è l’unico deducibile dallo Statuto e dal Programma elettorale: esso è caratterizzato da precise scelte architetturali (la centralità delle consulte tematiche permanenti rispetto agli altri istituti di partecipazione, la creazione di una segreteria sociale, il rapporto diretto tra Giunta e Associazioni), di contenuto (i particolari temi scelti per le consulte, l’attenzione al volontariato e alla obiezione di coscienza) e di metodo realizzativo (la creazione di un gruppo di lavoro, il coinvolgimento precoce delle Associazioni). Il progetto si concentra in particolare su tre strumenti di partecipazione, la cui realizzazione è considerata prioritaria: le consulte tematiche permanenti [4.3], l’Albo delle Associazioni [4.4] e la Segreteria Sociale [4.5].
4.3 le consulte tematiche permanenti
4.3.1 motivazioni e scopi
La consultazione [2.6] è l’istituto che meglio riflette le scelte politiche di una Amministrazione: è l’Amministrazione infatti a scegliere sia i temi da trattare che gli interlocutori da invitare.
Per loro natura, alcuni temi si ripropongono continuamente alla attenzione della comunità locale: per poterli affrontare con maggiore efficacia si propone la istituzione di consulte tematiche permanenti (CTP), come estensione delle consultazioni previste dallo Statuto.
Una CTP è una consultazione che: * si occupa di un solo tema o ambito,
* è permanente, cioè ne viene definito un calendario annuale di attività,
* è riconosciuta dalla Amministrazione come il luogo privilegiato per il colloquio con le Associazioni interessate all’ambito,
discute preventivamente delle principali scelte amministrative relative all’ambito,
* emette un parere (non vincolante) per l’Amministrazione. In funzione della tipologia dei problemi affrontati, delle capacità dei partecipanti e dell’interesse della Amministrazione, una CTP si configura come un organo: * solo consultivo (emette un parere su richiesta della Amministrazione);
* consultivo ed informativo (identifica e comunica i problemi alla Amministrazione);
* consultivo, informativo e progettuale (elabora progetti per la risoluzione dei problemi, in collaborazione con l’Amministrazione).
4.3.2 organizzazione
Ad una CTP partecipano:
* un rappresentante della Giunta (Assessore, Presidente di commissione consiliare o delegato);
* i rappresentanti delle Associazioni iscritte all’Albo [2.2] per nell’ambito di competenza;
* i rappresentanti di altri organismi invitati dalla Amministrazione.
Il rappresentante della Giunta ha il delicato compito di stimolare la CTP, soprattutto nella fase iniziale, e di coordinarne il lavoro con l’Assessorato e con le Commissioni Consiliari.
Un apposito Regolamento definirà l’organizzazione interna delle CTP (presidenza, segreteria, accesso alla documentazione, definizione degli odg, votazioni).
4.3.3 temi
Si propone la creazione delle seguenti CTP:
* Stranieri [4.3.4]
* Diritti sociali [4.3.5]
* Educativa giovanile [4.3.6]
* Animazione sociale [4.3.7] * Scuole [4.3.8]
* Territorio [4.3.9]
* Sport (già esistente)
4.3.4 ctp degli stranieri
La Consulta degli Stranieri è importante sia perché riguarda una categoria di cittadini non in grado di rappresentarsi attraverso altri canali sia perché il fenomeno della immigrazione a Pioltello assume aspetti di stanzialità grazie alla disponibilità di alloggi in Satellite e a Seggiano. Ghetto o società multiculturale? La scommessa è che il centrosinistra sia capace di andare oltre l’impostazione da “ordine pubblico” tipico del centrodestra. L’istituzione della Consulta degli Stranieri richiede l’elezione democratica di rappresentanti delle comunità straniere stanziali a Pioltello. Sia nella preparazione delle elezioni che nel successivo lavoro della Consulta è opportuno coinvolgere le Associazioni di aiuto a stranieri, le Associazioni di educazione alla mondialità e pace, le Associazioni del commercio equosolidale.
4.3.5 ctp per i diritti sociali
Questa Consulta ha il compito di segnalare alla Amministrazione le emergenze sociali presenti sul territorio. Può diventare il luogo di elaborazione di progetti pubblicoprivati mirati a risolvere alcune emarginazioni sociali attraverso uno stretto coordinamento tra tutte le agenzie (servizi sociali, USSL, famiglia, volontariato). Particolare attenzione va data agli handicap psicofisici e culturali.
4.3.6 ctp educativa giovanile
Questa Consulta sostituisce di fatto il “Progetto Giovani” delle precedenti Amministrazioni. La novità sta nel coinvolgimento dei giovani e dei loro educatori nella scelta degli obiettivi e delle iniziative tese all’inserimento del giovane nella vita comunitaria. Sia negli scopi che nel metodo dunque si deve superare l’impostazione di “lotta alla devianza giovanile” per scommettere sulle potenzialità, sulla fantasia e sulle capacità di autopromozione anche imprenditoriale del giovane. Nella Consulta è prevista la presenza oltre che dei giovani autoorganizzati e degli educatori già presenti sul territorio (oratori, associazioni sportive) anche di educatori professionali per la definizione di progetti di strada destinati ai quartieri più disaggregati, e di rappresentanti delle forze produttive per la definizione di opportunità formative e lavorative integrative di quelle scolastiche.
4.3.7 ctp per l’animazione sociale
Questa Consulta vuole essere il luogo di coordinamento delle associazioni che animano la vita dei quartieri e di particolari fasce della popolazione (es. Associazioni culturali, Associazioni ricreative, rappresentanti biblioteca e scuole civiche, parrocchie). Lo scopo è aumentare la capacità di coinvolgimento delle singole iniziative e la elaborazione di nuove iniziative ricreative e culturali rivolte a tutto il territorio comunale. Esempi: la “Festa di Pioltello”, il premio per il “Pioltellese dell’Anno”, l’Università della Terza Età.
4.3.8 ctp per le scuole
Questa Consulta ha il compito di snellire la comunicazione tra Amministrazione e Scuole, per la risoluzione dei problemi logistici di competenza comunale, per migliorare la fruizione del diritto allo studio da parte di studenti in difficoltà (minori a rischio di abbandono scolastico, portatori di handicap) e per la elaborazione di progetti educativi comuni (educazione all’ambiente, al senso civico, alla mondialità). Vi partecipano rappresentanti delle scuole pubbliche e private, degli studenti. Cfr. anche [3.5].
4.3.9 ctp territoriali
Le differenze esistenti tra i quartieri di Pioltello troverebbero la loro naturale rappresentazione nelle Circoscrizioni di Decentramento se questo strumento non fosse sovradimensionato rispetto alla realtà di Pioltello [2.3], con i conseguenti problemi di disponibilità delle persone, di costi e di sovrapposizioni (anche conflittuali) con il Consiglio Comunale. Una alternativa meno onerosa è costituita dalle Consulte Territoriali, che si configurano come CTP dedicate alla discussione dei temi specifici di un singolo quartiere. Ad esse sono invitati i comitati spontanei di quartiere e di via, le associazioni ambientaliste, le associazioni di inquilini per discutere su vivibilità, viabilità, urbanistica subcomunale, sicurezza, servizi sul territorio. Essendo uno strumento ortogonale rispetto alle altre Consulte tematiche, va valutato sul campo il rischio di sovrapposizioni.
4.4 l’albo delle associazioni
4.4.1 scopo
L’Albo delle Associazioni è lo strumento di garanzia che impedisce alla Amministrazione di considerare come proprio interlocutore le sole Associazioni politicamente “vicine” alla Amministrazione stessa. L’Albo è quindi il necessario contrappeso alla centralità delle CTP. Per la piena attuazione dell’Albo è necessario:
* riformare l’art.54 dello Statuto estendendo l’obbligo della Amministrazione ad interpellare le Associazioni iscritte all’Albo anche nel caso di consultazioni, data la centralità che le consultazioni (in particolare le CTP) assumono nel presente progetto;
* stendere il Regolamento (previsto dallo Statuto) che definisce le modalità di accesso all’Albo, coinvolgendo nella stesura le Associazioni:
* pubblicizzare l’esistenza e le opportunità offerte dall’Albo.
4.4.2 chi può iscriversi all’albo
Lo Statuto lascia ampia libertà di organizzazione interna alle Associazioni, richiedendo solamente a non meglio specificati “organismi sociali” un “carattere democratico [ispirato ai] princìpi costituzionali” (art.52). Molte Associazioni sono fondate sul carisma (personale, religioso) del “fondatore” e non hanno regole democratiche al proprio interno. Nella stesura del Regolamento attuativo dell’Albo si potrebbe adottare l’impostazione della proposta di legge Zamagni sulle ONLUS (organizzazioni non lucrative di utilità sociale), che richiede alle Associazioni di partecipare alla vita comunitaria con “metodo democratico” senza però richiedere loro una organizzazione democratica interna.
Ecco alcuni requisiti che in prima analisi appare ragionevole richiedere alle Associazioni che intendono iscriversi all’Albo:
* uno Statuto scritto, che definisca lo scopo non lucrativo della Associazione, gli ambiti di interesse, i mezzi e l’organizzazione;
* la firma di almeno dieci associati (che non abbiano firmato per altre Associazioni) e del responsabile della Associazione;
* una autocertificazione che la Associazione stia operando in Pioltello da almeno un anno.
Le Associazioni di categoria del privato produttivo pur non potendosi iscrivere all’Albo potranno e dovranno essere coinvolte attraverso gli altri istituti di partecipazione, comprese le Consulte tematiche.
4.4.3 accesso alle strutture comunali
Nello svolgimento di attività pubbliche coerenti con i propri fini statutari, alle Associazioni iscritte all’Albo deve essere garantito l’accesso gratuito alle sale per riunioni di proprietà comunale (precisando in tal senso l’art.52 dello Statuto) e agli spazi di affissione comunali (che devono essere aumentati di numero). L’uso gratuito delle strutture comunali ed i servizi offerti dalla Segreteria Sociale [4.5] costituiscono di fatto una forma indiretta di finanziamento pubblico alle Associazioni, che ne rispetta la autonomia e premia le più attive.
4.5 la segreteria sociale
Per la concreta realizzazione del presente progetto si propone l’istituzione di una Segreteria Sociale presso il Comune, con i seguenti compiti:
* gestione dell’Albo delle Associazioni;
* segreteria del Difensore civico;
* segreteria delle CTP;
* raccordo delle attività delle associazioni (calendario comune, pubblicizzazione, scambi di informazioni); * punto informativo sulle associazioni, volontariato e servizio civile;
* gestione delle pratiche di richiesta di obiettori di coscienza per il Comune e per le Associazioni locali; * gestione della banca del tempo;
* assistenza alle Associazioni nella stesura dello Statuto e delle domande di accesso a finanziamenti pubblici. Data la peculiarità del ruolo a cavallo tra pubblico e privato sociale è necessario porre molta attenzione nella identificazione della persona che lo svolgerà; è preferibile che abbia avuto esperienza di rapporti con l’associazionismo e con i giovani, come ad esempio il personale ex Mizar.
4.6 il difensore civico
Il Difensore Civico deve essere nominato entro la prima metà del 1998.
La Amministrazione ha già preparato una bozza di Regolamento per questo istituto.
Come previsto nello Statuto di altre città, è opportuno estendere i compiti del Difensore Civico in modo che sia anche il garante del corretto funzionamento delle CTP e dell’Albo.
4.7 altri istituti di partecipazione
Gli altri istituti di partecipazione statutari (istanze, proposte, assemblee, referendum) garantiscono la partecipazione alle componenti della comunità che non possono iscriversi all’Albo o che non fanno parte delle CTP. Sono quindi il naturale luogo di espressione di esigenze nuove, estemporanee e non ancora organizzate, es. i comitati di via.
E’ necessa