In ricordo del dott. Lampertico

Lampertico

Il 23 aprile 1983 si spegneva il dott. Mario Lampertico, uno dei medici più stimati nella storia della nostra città.

Io ero un ragazzo e pochi sono i ricordi personali.  Forti e vividi, invece, sono i sentimenti che in quegli anni mi furono trasmessi da familiari e cittadini che riconoscevano in lui una persona speciale, sensibile, stimata e di grandi virtù. Pochi mesi fa durante un trasloco mi sono imbattuto in un articolo di un giornale dell’epoca, che ricordava il momento del saluto al dottore dalla città.

E’ stata una forte emozione e rileggendone alcune frasi mi è apparso doveroso farne memoria, affinché la nostra città sappia mantenere il ricordo di persone che hanno lasciato  segni e ricordi positivi; citava l’articolo  “scrupoloso nell’esercizio della sua missione, riusciva a lasciarsi coinvolgere dai problemi dei suoi pazienti. Per questo la gente lo amava fino a cercare in lui un senso di sicurezza…”. Sono poche le persone che riescono a trasmettere un senso di sicurezza, e non basta essere medico, serve essere uomini veri.

In via Roma (dietro l’oratorio) è stata posta anni fa una piccola edicola a lui intitolata e in città si era più volte ipotizzato di dedicare a lui una via o una piazza; credo possa avere senso riproporre questa idea, condividerla e rilanciarla all’Amministrazione Comunale.

Colgo inoltre questa occasione per chiedere a chi lo ha conosciuto di postare qui i ricordi, frammenti di memoria, eventi o vissuti che riemergano e contribuiscano a rinforzare le attuali radici  della nostra storia cittadina e umana.

Fabiano Gorla

2 pensieri riguardo “In ricordo del dott. Lampertico

  1. La memoria delle persone perbene và preservata ad esempio per tutti.
    Per me è stato un secondo padre.
    Ottima idea.
    Grazie.

    Paolo

  2. Ho conosciuto il Dr Lampertico quando ho iniziato a praticare a Pioltello. Ero rimasto subito impressionato dal suo spessore professionale ed umano, sapeva mettere insieme empatia ed occhio clinico; per me, nel poco tempo che sono riuscito a frequentarlo, è stato un maestro. Quando passavo da via Mantegna ero spesso tentato di fare una sosta da lui che, terminata la vista in corso, lavorava praticamente sempre, saliva al piano di sopra . Allora prendevamo un caffè assieme, potevo chiedere un consiglio su qualche mio paziente con cui avevo al momento dei problemi e spesso lui mi raccontava qualche sua storia. per me sempre molto istruttiva.
    Era di mentalità molto aperta e quando gli chiesi consiglio sull’opportunità di studiare l’agopuntura non solo mi incoraggiò ma mi regalò una confezione di aghi originali cinesi , a quel tempo di non facile reperibilità, che un suo paziente tornato dalla Cina gli aveva portato.
    La passione che ha messo nel suo lavoro nel farsi carico dei problemi dei suoi pazienti hanno sicuramente contribuito a logorare la sua salute.
    In molti gli dobbiamo riconoscenza.

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