Il Duca di Galliera lascia Pioltello

Dopo un restauro durato tre anni, l’imponente monumento bronzeo al Duca di Galliera – alto quasi cinque metri –  lascia la fonderia MAF di Pioltello per tornare a Genova.

Ecco la storia  dell’abbandono e del recupero di quest’opera d’arte, che vede come protagonista MAF, una delle eccellenze della nostra città, raccontata dall’artista e nostro concittadino Guido Pagani.

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Il Duca di Galliera  – un ricco imprenditore e uomo politico genovese di nome Luigi Raffaele de Ferrari – nel 1875 aveva finanziato l’ampliamento del porto di Genova con una donazione di 20 milioni di lire in oro.  Per celebrarne la personalità e generosità, lo  scultore Giuliano Monteverde realizzò una singolare iconografia, con tre colossali figure in bronzo  raffiguranti  la Munificenza al centro, il Genio alato a sinistra e Mercurio Dio del commercio a destra. Le dimensioni sono ragguardevoli: la base lapidea è di 7 metri, l’opera in bronzo è di 4,58 metri.

L’opera fu inaugurata nel 1897 e restò davanti al porto di Genova fino al 1989, quando fu smontata e messa in deposito per permettere i lavori della metropolitana. Sciaguratamente, l’opera venne temporaneamente  dimenticata  e cannibalizzata di tutte le parti di ornamento del basamento lapideo : capitelli corinzi e ionici, festoni, nastri e foglie di acanto. Ancora più grave fu la perdita per taglio con disco di parti significative delle figure bronzee .

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L’opera smontata ed abbandonata

La Sovrintendenza dei Beni Culturali, la Direzione dei Musei  e il Comune di Genova, insieme al “C.S.R. Restauro Beni Culturali disegnarono  e supervisionarono il progetto di restauro, utilizzando da un lato le tecnologie digitali più avanzate per la ricostruzione delle parti mancanti con la collaborazione di Unocad (azienda esperta in soluzioni di reverse engineering applicate alla scultura) e dall’altro col ricorso alle tradizionali tecniche del bronzo, grazie all’esperienza della Fonderia MAF di Pioltello.

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L’opera prima del restauro

Il monumento giunse in MAF agli inizi del 2014,  con lo scopo di  trasferire in bronzo il progetto digitale,  impresa che richiese anche  l’adattare, alla cultura e allo stile plastico dell’epoca,  il modellato solido delle parti mancanti realizzato con tecniche 3D.  Si riuscì in  tal modo  a garantire la matematica precisione  dimensionale e di forma delle parti mancanti del manufatto  ed  insieme la  mimetizzazione del sapore “meccanico” con lo stile e il linguaggio  plastico del Monteverdi.

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Uno degli stampi ricostruiti con tecnologia 3D
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L’ala ricostruita in bronzo

E’ stata  una esperienza  difficile ed appassionante quella degli artigiani della MAF,  che si concluderà a breve,  dopo che il monumento  verrà messo in sicurezza  con  una armatura in acciaio realizzata ed applicata  in una officina  della bergamasca,  e il responsabile MAF  Marcello Mancuso potrà  applicare la patinatura  definitiva che proteggerà l’opera nel tempo.

Il 22 giugno 2017 l’uscita del “Duca “ dal cortile della MAF è stato un momento di gioia per la conclusione positiva di un lungo lavoro,   ma insieme  di commozione per un amico che se ne va e lascia un grande vuoto.

Si prevede che il riposizionamento dell’opera davanti  al porto di Genova abbia luogo entro il prossimo anno.

Guido Pagani

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