“Malvisi la città senza sorrisi”

Rilanciamo questo significativo intervento della Professoressa Maria Rendani della scuola  Iqbal Masih a conclusione di una annata che era partita tra grandi polemiche e che si è trasformata in occasione di lavoro e di un ottimo laboratorio di integrazione.

Venerdì 18 maggio si è concluso il progetto “Integrando si impara” svolto dalla prima C e dalla prima D dell’Iqbal Masih di Pioltello che ha avuto come filo conduttore il tema dell’integrazione, la lotta al pregiudizio, e la valorizzazione della diversità attraverso la metodologia didattica delle classi aperte. Lo spettacolo portato in scena in aula consiliare “Malvisi la città senza sorrisi”, ha rappresentato l’epilogo di un lavoro iniziato ad ottobre con un unico scopo, far interiorizzare ai ragazzi, attraverso la sperimentazione e l’esperienza condivisa, i concetti di integrazione e multiculturalità, di pregiudizio e punto di vista, di diversità e uguaglianza.

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Queste due classi all’inizio dell’anno scolastico sono state oggetto di critiche e polemiche, per la loro fisionomia eterogenea. I ragazzi hanno dovuto rielaborare un profondo malessere: la classe prima C, additata come la classe «ghetto», ha manifestato un profondo dispiacere e un senso di non accettazione e inadeguatezza. La classe prima D, definita classe d’élite, ha sentito il bisogno di esprimere a tutti il sentimento di solidarietà e rispetto nei confronti dei compagni, percepiti come compagni di vita e di crescita, indipendentemente dalla provenienza o dall’origine. Attraverso attività laboratoriali finalizzate all’acquisizione di quelle competenze personali, interpersonali e interculturali che consentono agli alunni di partecipare in modo efficace e costruttivo alla vita sociale e, strettamente collegate, al benessere personale e sociale, le due classi hanno lavorato insieme nel rispetto delle differenze di tutti e dell’identità di ciascuno. Inizialmente i due gruppi classe hanno effettuato esercizi di conoscenza reciproca al fine di favorire un clima accogliente per le attività laboratoriali previste per l’intero anno scolastico. Successivamente hanno analizzato il significato esplicito ed implicito del film Hotel Transylvania attraverso un confronto con la loro realtà quotidiana. Hanno partecipato al concorso «Cronisti in classe» indetto dal quotidiano Il Giorno attraverso la realizzazione di un articolo dal titolo “La diversità è un valore” e poi hanno scritto il copione dello spettacolo teatrale presentato durante la Rassegna pioltellese. 33673340_1678766475547529_5986556331786502144_n (2)Lavorare insieme per i ragazzi non è stato semplice perché un’attività cooperativa implica un’interdipendenza positiva cioè l’accettazione dell’altro in quanto tale, diverso da sé. L’eterogeneità di queste classi si manifesta nella presenza di alunni provenienti da contesti socio-culturali diversi, parlanti lingue diverse e depositari di culture diverse tuttavia la diversità è stata vissuta, in ogni attività svolta, come un valore, come una ricchezza, come un modo per confrontare il proprio punto di vista con quello degli altri e crescere attraverso il dialogo e l’accettazione reciproca. Gli alunni con il loro spettacolo hanno voluto dimostrare che a volte certe convinzioni umane ci impediscono di dare il giusto valore alle cose e ci rendono schiavi di inutili pregiudizi ; hanno voluto dare una risposta concreta all’opinione pubblica, dimostrando che l’interazione delle diversità può solo arricchire chi è capace di guardare al di là dei luoghi comuni. Dal palco dell’aula consiliare i ragazzi hanno voluto urlare agli adulti che i compagni con cognomi non italiani sono i nuovi cittadini multiculturali di Pioltello e che non esistono italiani e stranieri ma solo ragazzi che hanno voglia di crescere insieme, di integrarsi, di condividere esperienze di vita e di confrontarsi partendo sempre dalla valorizzazione e dall’accettazione del proprio contesto culturale di provenienza per costruire una propria identità, un’identità nuova, diversa e multiculturale; un’identità frutto dell’interazione tra le diversità.

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