No skuola, No party

imagesNei quartieri della nostra città si lavora da molti anni  a livello di associazioni e parrocchie sulla tematica delle dispersioni scolastiche e stanno ripartendo in questi giorni tutte le iniziative dei cosiddetti “doposcuola” anche se i volontari ed animatori di queste iniziative aborriscono tale parola: si parla di progetto di educazione permanente e coesione sociale dove  i  ragazzi non solo fanno i compiti ma trovano diverse figure di “maestri di strada” che con la presenza costante sono dei punti  di riferimento oltre alla scuola e la Famiglia.

Ed è effettivamente così.

All’oratorio di Seggiano è boom di iscrizioni (già 75 bambini) per l’attività denominata “compitinsieme” ma ora servono molti volontari e animatori così come nei centri gestiti dal Centro di Cultura Popolare di piazza Garibaldi. Ma riepiloghiamo: all’oratorio di Seggiano l’attività si svolge il venerdì pomeriggio per le elementari; in piazza Garibaldi i bambini delle elementari ricevono un supporto il sabato mattina dalle 10 alle 11.30, mentre le medie il giovedì dalle 17 alle 18.30. Analoghe iniziative il Centro le gestisce al Satellite nei locali di via Cilea 6. Per i ragazzi delle superiori vi è invece la possibilità di essere supportati nello studio nei locali della biblioteca sempre con presenza di volontari.

Abbiamo raccolto in questa sede un  grido di allarme in quanto  ora è necessario  un contributo di continuità di queste esperienza che necessitano di forze nuove e animatori che in maggior numero  partecipino alle iniziative in fase di partenza, per progettare almeno i  prossimi 5 anni; solo in questo modo sarà possibile aggredire l’abbandono scolastico sul nostro territorio.

downloadNei piani del diritto allo studio della nostra amministrazione non mancano risorse che tendenzialmente vogliono  combattere a breve termine la così detta dispersione scolastica che a livello nazionale si è assestata in   al 14,2% nel 2016; secondo  tale osservatorio sono circa 3.500.000 gli studenti  delle superiori che dal 1^ al 5^anno hanno abbandonato gli studi della scuola superiore in Italia dal 1995. Gli osservatori Dell’Unione Europea  sono  molto preoccupati  dell’andamento lento del recupero di tale problematica che rende difficile contrastare la fuga verso l’estero di chi invece in Italia riesce a diplomarsi o laurearsi per poi trovare occupazione in Europa e quindi fuori dall’Italia.

In questo contesto generale una critica va al Governo Centrale che negli accordi programmatici non ha inserito la Scuola fra la priorità Paese, investendo risorse e migliorando l’organizzazione scolastiche che è un colabrodo.

Reputo indispensabile raccogliere questo grido di allarme e sollecitare l’amministrazione per un incontro in cui gli  attori “scuola, famiglie, associazioni, volontari e amministrazione” possano incontrarsi e confrontarsi su queste tematiche, verificando la possibilità di implementare le risorse sulla formazione dei  così detti maestri  di strada o educatori  di strada

a cura di Angelo Visigalli

 

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