Disastro ferroviario di Pioltello, un anno dopo

Questa mattina alle 6.50 sul binario 1 della stazione di Pioltello si è tenuta una commemorazione dell’incidente ferroviario di un anno fa, in cui persero la vita tre persone e molte rimasero ferite.

Riportiamo il discorso della sindaca Ivonne Cosciotti, che ha fortemente voluto questo momento insieme al sindaco di Milano Giuseppe Sala ed al quale hanno aderito decine di sindaci della zona, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il prefetto di Milano Roberto Saccone e il ministro dei trasporti Danilo Toninelli, con la partecipazione dei familiari delle vittime.

Cari intervenuti, desidero rivolgere il mio primo pensiero e il mio affettuoso saluto ai parenti delle vittime, Pierangela Tadini, Giuseppina Pirri, Ida Maddalena Milanesi. Ai pendolari, ai sindaci del cremasco e della bergamasca, ai sindaci dell’Adda e della Martesana, al presidente della Regione, al Prefetto di Milano, al Ministro delle infrastrutture. Un ringraziamento a tutti Voi e ai tanti cittadini che avete accolto l’invito che io e il Sindaco di Città Metropolitana Sala, abbiamo voluto fare congiuntamente. Un anno fa, esattamente a questa ora, a 500 metri da qui, su questi binari, si è consumata una tragedia che nessuno di noi avrebbe potuto mai immaginare. Un disastro ferroviario, tra i più gravi, di cui ancora oggi non conosciamo le esatte cause, ma che ci interroga sul senso del nostro lavoro, sulle risposte che quotidianamente tutti noi, uomini e donne delle Istituzioni, siamo chiamati a dare. Perché non si può morire cosi, andando al lavoro. Questa è una certezza, ma anche e soprattutto una richiesta. Una richiesta di sicurezza, di attenzione, di condivisione di progetti che non può restare inascoltata. Oggi mi guardo intorno e vedo chi ha perso non solo una persona cara, ma anche la fiducia e la serenità della propria vita.
Permettetemi di dire un Grazie.
Un grazie, a nome di tutti, a chi quella terribile mattina è arrivato sul posto immediatamente: guardo i Vigili del Fuoco, che hanno speso parole di coraggio nonostante la gravità della situazione, guardo le squadre di volontari della Protezione Civile di Pioltello, di Segrate e di Milano, guardo la mia polizia locale che insieme con gli agenti della polizia locale di alcuni comuni vicini ha coordinato i soccorsi, penso all’Arma dei Carabinieri e alla Polizia di Stato, guardo le varie Croci che hanno trasportato i feriti, penso agli psicologi messi a disposizione da ATS, alla parrocchia e la scuola di Limito che hanno aperto le porte, agli uffici amministrativi comunali e prefettizi, agli assessori che a fianco delle persone sotto shock si facevano forza, senza averne. Penso alla generosità di tanti cittadini che si sono messi a disposizione offrendo tè caldo e coperte.
Perché questa è l’Italia che noi tutti amiamo e conosciamo. Professionale, attenta e generosa. Che incarna lo spirito del lavoro di molti di noi. Perché la forza di una comunità si vede e si apprezza nel momento del bisogno e della fatica. Ecco, ancora un grazie a tutti voi. Perché, nonostante la drammaticità della situazione, siete stati capaci di far sentire il vostro calore a chi era sotto shock, disorientato e ferito. Un abbraccio a chi, invece, da quel tragico giorno non ha più potuto riabbracciare i propri cari. Siamo tutti qui, oggi, per portare la nostra vicinanza e solidarietà. Perché, nonostante tutto, vogliamo continuare a credere che lo Stato e i cittadini siano un unico fronte, compatto e unito, che lavora al bene comune.

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