Da Pioltello a Poznań in Polonia in sella al mitico Ciao

Padre e figlio, Fernando e Tommaso, un sogno… l’avventura … un viaggio da vivere insieme.  Da una passione proveniente dal passato glorioso (il mitico motorino Ciao) ad un presente che diventa viaggio mitologico lungo l’attuale  Europa. Dopo una prima avventura effettuata lo scorso anno lungo il nostro stivale, i due “Ciaoisti” si sono lanciati ad inizio agosto in una nuova avventura: percorrere i 1270 km che dividono Pioltello da Poznan in Polonia cavalcando il Ciao, solcando vie secondarie, valicando le alpi e una serie di confini statali. Un viaggio unico vissuto in questo agosto 2019 che vi raccontiamo attraverso i loro brevi diari quotidiani pubblicati sul profilo fb “I diari del Ciao”. Bravi! Alla prossima!

Pioltello- Poznań | 1.274 Km
3 agosto 2019 prima tappa Milano – Bressanone 312 Km
Lasciato il lido domestico alla volta dell’avventura, dopo appena un’ora di cammino ecco che un motore abdica al suo termodinamico dovere. 
Seguono due ore di pugna tra l’uomo e la macchina, dalle quali il primo esce vincitore sulla seconda. 
Animo rinfrancato, giubilo e ustioni solari accompagnano la gagliarda ripartenza. 
Seguono nell’ordine: desolata e monotona pianura, rinfrescante vista gardesana, sfidanti salite trentine. 
È ormai l’imbrunire quando i ronzini d’acciaio approdano trionfanti nella montana Bressanone, con il loro carico di stanchi ma soddisfatti cavalieri. 
Riposo. 
Domani si volge a teutonica tappa. 

4 agosto Seconda Tappa Bressanone – Radfled 128 Km (di 440 Km percorsi)
È un’aria inebriante, satura di speme per il nuovo giorno, quella che facciamo respirare ai nostri motori la mattina lasciando Bressanone. 
Ma ecco che l’acciaio ci rammenta ancora una volta la sua durezza: appena 20 Km alle spalle e un nuovo guasto ci costringe alla sosta. 
Si ripara, si riparte. 
Secondo guasto. 
Si impreca, si ripara, si riparte. 
Terzo guasto. 
Ci si ferma, si beve una birra, si ripara, si gioisce e si riparte, per l’ultima volta, quella buona. 
Ma ormai il pomeriggio volge a sera, restano poche ore di luce per macinare quanto più asfalto possibile. 
La strada, forse impietosita dai nostri sforzi, ci regala un po’ di svago offrendoci una lunga discesa costellata di dilettevoli curve. 
Tuttavia percorriamo molti meno chilometri dei 337 sperati, appena 128. 
E così non la tedesca Straubing ma l’austriaca Radfeld sarà nostro riparo per la notte. 
Nessuna locanda nei paraggi però: si cena con due mele, ma siamo ancora in corsa e questo pensiero ci sazia. 
Oggi tanta fatica e a tratti un po’ di scoramento, ma abbiamo in premio una lezione: quando la fortuna scarseggia gli audaci si aiutano da soli. 
Riposo. #OhBellaCiao

5 agosto Terza tappa Radfeld – Furth Im Wald 270 Km (di 710 Km percorsi)
“Dopo giornate belligeranti, finalmente l’armistizio tra uomo e macchina è raggiunto: l’uomo dà gas, la macchina cammina. 
Meravigliosa divisione dei ruoli. 
La ritrovata simbiosi permette di imprimere al cammino un passo maestoso e i primi 150 km di giornata scivolano veloci sotto i copertoni dei Ciao.
Abbandonato il Tirolo e le sue asperità, la rigogliosa campagna bavarese si dipana in ogni direzione, interrotta solo dalla lingua di asfalto che ospita la nostra corsa: a sinistra campidigranocampidiinsalatacampidicipollecampidicavolicampidifragolecampidigranturco, a destra campidigranocampidiinsalatacampidicipollecampidicavolicampidifragolecampidigranturco. 
E mucche. Variopinte, pasciute placide, ruminanti mucche ovunque. 
Il monotono contesto bucolico ci tiene costante compagnia mentre puntiamo i manubri verso il confine con la Repubblica Ceca. 
Fino a quel momento il ritmo di marcia è stato sontuoso, ma ecco l’imprevisto geografico: una corona di monti protegge il Paese Ceco. 
Leggero rammarico per non aver studiato di più geografia a scuola, pesante ritardo sulla tappa prefissata (Plzen). 
La città natale della birra pilsner dovrà attenderci fino a domani perché ormai incombe la sera. Al limitare di uno sperduto paesino ci rifugiamo presso un hotel di kubrickiana memoria. 
Aspettative di giornata disattese? Sì. 
Animo scalfito? Mai. 
Riposo. #OhBellaCiao


6 agosto Quarta Tappa Furth Im Wald – Zittau 300 Km (di 1.010 Km percorsi)
Domani leggerete sui giornali di un delitto: la Repubblica Ceca è stata letalmente trafitta, trapassata da parte a parte da due motoviandanti senza scrupoli. 
Alle 9:00 di mattina varchiamo il confine sud del Paese, e alle 8:00 di sera faremo lo stesso con il cippo settentrionale. 
Doppio cocente smacco per chi di questi tempi vuole ergere muri a separar le genti. 
Sezionato quindi il Paese Ceco in due, dentro vi troviamo: parecchie strade sconnesse, paesini scarsamente ma cordialmente abitati, campi di grano, ancora campi di grano, pecore, sporadiche selve, qualche salita non troppo impegnativa e pioggia. 
Quest’ultima viene fronteggiata con un’equipaggiamento di prim’ordine: tuta idrorepellente per i piloti, sacchi di plastica per gli zaini. 
Le scarpe e i Ciao invece si godono l’acqua e il fango che i mezzi pesanti ci regalano a ogni sorpasso (subito). 
Al calar della sera raggiungiamo Zittau: la prima città post-confine, in quello scampolo di Germania che sgomitando si frappone tra Repubblica Ceca e Polonia. 
Rapida sistemazione in hotel e altrettanto rapida doccia per liberarci dal fango, accumulato sulle parti esposte a mo’ di trattamento di bellezza. 
Trovata l’unica cucina ancora aperta alle 21:30, si cena con kartoffel e carne “argentina”. Per contorno: scarsa cordialità, offre la casa. 
Ma la cosa non ci tange perché la tappa di giornata è pienamente conquistata, scollinando i 1.000 Km percorsi dall’Italia. Ne restano abbordabili 264 alla meta. 
Il bollettino meteo dice che domani troveremo ancora pioggia sulla nostra strada, poco male: la determinazione non è idrosolubile. 
Riposo. 
#OhBellaCiao


7 agosto Tappa finale Zittau – Poznań 264 Km (di 1.274 Km percorsi)

“Fulmicotonico. 
Così è il gran finale eseguito dai nostri due piccoli tenori dell’asfalto, con magistrali assoli di cinghia e pistone: le danze si aprono alle 7:00 di mattina quando lasciamo senza rimpianti la bisbetica Zittau e si concludono in poco più di 10 ore presso l’agognata Poznań. 
Ciò significa una vertiginosa velocità media di 26,5 Km/h, pause comprese. Il perché di tanta fretta è da ricercare nell’insegnamento appreso grazie ai guasti dei primi giorni: non lasciare tempo al fato di architettare i suoi piani di sabotaggio. 
Per di più la strada è avara di emozioni degne di sosta: solo lunghi rettilinei a tratti sconnessi, tra foresta e campagna. 
Quindi si corre. 
Quindi si arriva. 
Quindi si gioisce. 
Appena in tempo per evitare un copioso acquazzone; piano di sabotaggio del fato sventato. 
E così si conclude nei tempi sperati la nostra piccola opera in 5 atti. 
Plauso e sincera ammirazione per i veri protagonisti di questa minuta avventura: due mezzi di locomozione nati quando il Mondo era un posto diverso ma che ci dimostrano di saperlo solcare ancora a testa alta. 
Lunga vita ai Ciao. 
E ora bisboccia. 
#OhBellaCiao

7 agosto alle ore 18:27 ·La gioia si misura in chilometri: 1.274. 
#OhBellaCiao

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