Lo scrittore Paolo Rumiz e il monaco pioltellese Emilio Gadda

Lo scrittore e viaggiatore Paolo Rumiz ogni anno compie un viaggio che racconta quotidianamente d’estate sulla pagine del quotidiano Repubblica.  Quest’anno ha scelto di raccontare l’Europa attraverso un viaggio nei monasteri benedettini, passando dall’Italia, Austria, Germania, Francia, Belgio e Ungheria. Il testo si intitola “Il filo infinito – viaggio alle radici d’Europa” edito da Feltrinelli.  Nel suo viaggio, al rientro in Italia si ritrova a passare da Fabriano ove seppur in sera già inoltrata decide alle 22 di suonare  sfacciatamente al campanello del monastero di San Biagio, ove nella cripta è conservato il corpo di Romualdo fondatore dell’ordine dei monaci eremiti camaldolesi. Ed è qui a pagina 161 dopo aver vagato per mezza Europa che avviene l’inaspettato incontro con il nostro concittadino ….ecco la trascrizione dell’incontro

Dopo aver suonato in tarda serata ….ci ha aperto senza fare una piega un bel lombardo allegro in tonaca e grembiule da lavoro blu, segaligno e dalla magnifica barba grigia,
Piacere, Giorgio Emilio Gadda”
Parente dello scrittore?
“ si pronipote di Carlo Emilio”
“Quanti siete? ” gli ho chiesto. E lui ci ha mostrato ridendo il dito indice a certificare la sua solitudine. Gli abbiamo tenuto compagnia durante la lavatura dei piatti, e lui a raccontarci la meraviglia di Camaldoli, “la formula perfetta che attraversa i secoli”, l’equilibrio ideale tra accoglienza, vita comunitaria e solitudine. Mi tornano alla mente alcune sue battute.
“Andate a Camaldoli con la neve, è una poesia”.
Frasi così, esternate tra un bicchiere di nocino e una risata. “L’uomo ha bisogno di Dio, c’è poco da fare!”.
E poi l’inganno del maligno, identificato nel telefono cellulare “un oggetto che ti fa sentire più solo, più inerme e più povero”.
Emilio il lombardo solitario custode di Romualdo il santo. Anche un incontro di mezzora può lasciare il segno.

Si conclude così questo casuale incontro riportato da Rumiz nel suo testo, col nostro concittadino monaco che ha mostrato il miglior volto dell’accoglienza. Proprio in questi giorni Emilio Gadda è passato da Pioltello e con lui abbiamo ricordato questo strano incontro serale con quello strano signore che faceva molte domande e prendeva appunti, concludendo con una delle sue belle e simpatiche grandi risate. Complimenti a Emilio per il suo spirito aperto e attento a chiunque, cresciuto nelle vie della nostra città e da qui partito per la sua vocazione nel mondo.

a cura di Fabiano Gorla

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