Prove generali di riapertura

Come ci prepariamo alla fase due dell’emergenza Covid-19? Quella in cui potremo finalmente uscire dalle nostre case ma dovremo forzosamente convivere con la presenza del virus?  In attesa di linee guida dall’alto, possiamo forse ispirarci ai comportamenti che già alcuni di noi hanno attivato semplicemente perché non hanno chiuso la loro attività nemmeno nella fase più acuta della pandemia..

Parliamo dei commercianti di generi alimentari : ecco di seguito le interviste ad alcuni concittadini  titolari di negozi per scoprire come hanno affrontato la prova e come stanno vivendo questo periodo che entrerà nella Storia con la esse maiuscola, ma che è già nella storia personale di ognuno di noi.

Le domande le abbiamo fatte a Carla Ramunno, titolare de La Fattoria a Pioltello Vecchia, reduce dal festeggiamento di 30 anni di attività a fine 2019, a Paolo Di Fede, dal 1969 titolare del negozio Alimentari Di Fede nel quartiere Satellite e ai fratelli Pierluigi e Fabio Atzeni , commercianti ambulanti su aree pubbliche da 26 anni.

Raccontateci la vostra esperienza delle ultime settimane, come è cambiato il vostro lavoro con il Covid-19?

Carla: Fin dai primi giorni di marzo abbiamo  usato le mascherine, i guanti e regolamentato l’accesso dei clienti: con l’acuirsi della pandemia  le regole sono diventate più stringenti e abbiamo fatto fatica molte volte a farle applicare ai clienti. Quando l’Amministrazione Comunale ci ha chiesto se potevamo effettuare un servizio a domicilio per gli anziani abbiamo subito dato la nostra disponibilità: il servizio poi si è allargato alle persone in quarantena

Paolo: Da quando Codogno è stata dichiarata zona rossa ho creato un percorso obbligato in negozio e limitato il numero degli ingressi, passando da due casse ad una sola, io e i miei 9 collaboratori abbiamo indossato mascherine e ne abbiamo messe in vendita per i clienti, al nostro prezzo di costo. Poi abbiamo aggiunta una linea di distanza di sicurezza e un distributore di numeri all’esterno del negozio.

Pierluigi: abbiamo dovuto affrontare  due  esperienze  molto diverse: nella prima abbiamo mantenuto l’operatività dell’esercizio sul mercato  e quindi abbiamo cercato di rendere più sicuro il servizio al cliente, attraverso misure quali l’utilizzo di guanti e mascherine per evitare possibili contagi. Poi purtroppo, abbiamo avuto la totale chiusura dei mercati e la conseguente perdita di ogni possibilità di lavorare. Quindi abbiamo riorganizzato la nostra attività facendo le consegne a domicilio. Dobbiamo ringraziare la nostra Amministrazione , e in particolare l’assessore Ghiringhelli che ha inserito i nostri contatti sul sito del comune e poi  nei canali di aiuto alla cittadinanza:  grazie a questa visibilità siamo stati contattati da persone che necessitavano di un servizio a domicilio perchè impossibilitati ad uscire per vari motivi.

Come avete organizzato il servizio a domicilio? Avete paura quando effettuate le consegne?

Carla: La spesa viene prenotata con un giorno di anticipo e  la consegniamo direttamente noi titolari: andiamo con mascherine e guanti. Certo che abbiamo paura, quando consegniamo non sappiamo chi abbiamo di fronte, al telefono chiediamo sempre se stanno bene o sono in quarantena. . Come contributo abbiamo pensato di offrire il servizio gratuitamente e senza importo minimo di spesa e il servizio è anche fuori Comune.

Paolo: Anche noi abbiamo attivato da subito la consegna a domicilio, il servizio è gratuito a partire da un importo minimo di 20€: ma non siamo fiscali, lo facciamo soprattutto per scoraggiare un’eccessivo movimento. Consegniamo io e mia moglie e abbiamo esteso il servizio anche ai comuni limitrofi: stiamo sperimentando un servizio che prima non avevamo mai fatto. Gli ordini in un primo momento arrivavano via Whatapp, poi abbiamo chiesto una mail, più semplice da gestire. Per ridurre al minimo i rischi di contagio, chiediamo il pagamento con bonifico o con POS, naturalmente siamo protetti con guanti: in caso di quarantena lasciamo la spesa in ascensore. Certo sarebbe stato opportuno avere la possibilità di fare tamponi per controllare la nostra salute anche a salvaguardia dei nostri clienti.

Fabio: il servizio è stato strutturato attraverso una richiesta su whatsapp da parte dei clienti, e poi la preparazione con consegna in totale sicurezza per noi e per il cliente attraverso abitudini consolidate quali l’utilizzo di mascherina e guanti monouso, il pagamento in contanti oppure con bancomat. Le consegne sono state fatte  e senza costi aggiuntivi  per importi superiori ai  25 euro.

Come sono cambiati i vostri clienti e la gamma dei prodotti ?

Carla: Oltre ai nostri clienti affezionati è tornato qualche cliente che non vedevamo da tempo: ai prodotti abituali abbiamo aggiunto il lievito, molto richiesto, che il nostro panettiere ci ha gentilmente messo a disposizione. La domanda è aumentata in generale e i due prodotti più richiesti sono prorpio  lievito e farina.

Paolo: Si sono aggiunti nuovi clienti, soprattutto fuori quartiere. Abbiamo anche ampliato la gamma di prodotti per venire incontro alle richieste: alcool, lievito e farina sono gli articoli più richiesti. Per lievito e farina non abbiamo avuto problemi di approvvigionamento, dato che facciamo pizza da sempre e anche in questo periodo, sperimentando per la prima volta la consegna a domicilio.

Pierluigi: i clienti non sono cambiati e abbiamo raggiunto una nuova clientela; per ciò che riguarda i prodotti, ai nostri articoli abituali (salumi e formaggi) abbiamo aggiunto i prodotti  di di cui I client avevano bisogno, ad esempio  farine per panificazione, bevande di vario genere ed altro ancora.

Come vi ha cambiato questa esperienza?

Carla : In negozio siamo in 6 e tutti presi a dare un ottimo servizio ai clienti, c’è affiatamento e sentiamo di dare un contributo ad una emergenza più grande di noi. Non so se ci cambierà, sicuramente ci sentiamo in prima linea e stiamo imparando a conoscere la sensibilità delle persone: purtroppo molte pensano che sia tutto dovuto. Ma succedono anche episodi che ricompensano: in una consegna a Milano San Felice, una nuova cliente che aveva visto il nostro nome sul sito del Comune per la consegna a domicilio, ci ha ringraziato un milione di volte per l’aiuto che stavamo dando e continua a farlo ad ogni consegna, anche dopo 4 settimane .Ti  posso assicurare che non è sempre così: ma alla fine di questa emergenza sarò lieta di portare ancora la spesa alla Signora Giulia e alla sua mamma di 92 anni.

Paolo: Siamo un gruppo affiatato, anche se in alcuni momenti lo stress è molto alto, soprattutto con i clienti che non vogliono capire e rispettare le regole. Molti anziani ad esempio vengono ogni giorno per comperare solo il pane.  Di positivo questa emergenza ci lascia la consapevolezza di essere capaci di adattarci velocemente al cambiamento. Stiamo anche raccogliendo fondi per la protezione civile con il ricavato della vendita delle uova di cioccolato rimaste dopo la Pasqua.

Pierluigi: .il cambiamento è stato forte e repentino e per certi versi stimolante, ma chiaramente difficile. Ha obbligato me e mio fratello a cambiare abitudini e impostazioni lavorative. Ad andare incontro alle necessità  dei clienti non solo di carattere commerciale: abbiamo sentito di essere d’aiuto a tutti quelli che avevano bisogno. Ci siamo sentiti più uniti.

Come vedete il futuro della vostra attività dopo l’emergenza?

Carla: Continueremo come stiamo facendo ora, con serietà: spero che la normalità torni presto e che torni soprattutto per gli altri colleghi commercianti che hanno dovuto chiudere nell’emergenza.

Paolo: Mi auguro di tornare presto alla normalità, anche perché in questo periodo tutto il lavoro di preparazione del negozio lo faccio la sera e la domenica, gestendo gli ordini dai fornitori online. Stiamo valutando la possibilità di continuare il servizio di pizza a domicilio anche nel post emergenza.

Fabio: il futuro ci lascia la certezza di essere stati capaci ad affrontare un cambiamento così radicale e esserci riusciti, quindi se le istituzioni continueranno a essere vicine e capire  che insieme possiamo farci forza l’un l’altro il futuro può essere visto in ottica positiva.

Per la nostra attività vedremo se ci saranno richieste di consegna a domicilio anche dopo l’emergenza,  certamente le soddisferemo mantenendo vivo questo nuovo canale di vendita.”

Per finire ringraziamo Carla , Paolo , Pierluigi , Fabio e tutti i commercianti e il personale dei negozi che ci hanno consentito non solo di nutrirci, ma anche di respirare ogni tanto un minimo di normalità. Grazie!

 

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