Il punto sulla didattica a distanza con l’assessore Gabriella Baldaro

CadmoDriver

Abbiamo intervistato l’assessora alla scuola Gabriella Baldaro per fare il punto sulla nuova esperienza della didattica a distanza. Ecco le sue risposte

Buongiorno Gabriella, come stai? In questo periodo vivi il duplice ruolo di insegnante e di genitore di studenti ma oltre a ciò sei anche assessora all’istruzione della nostra città… Proviamo a fare il punto sulla situazione della didattica ai tempi delle scuole chiuse

Buongiorno,  io sto bene, grazie e sto vivendo questo periodo un po’ come tutti noi, misurandomi da mamma e da insegnante con la scuola a distanza. Da insegnante, sin da subito ho attivato tutte le strategie perché mantenessi vivo il contatto con i miei alunni e con le loro famiglie. Abbiamo effettuato un’analisi delle situazioni  e delle strumentazioni in dotazione delle famiglie, affinché avessimo “ a bordo” tutti gli alunni e potessimo fornire loro le migliori soluzioni didattiche possibili. Strumento prezioso, poi, si è rivelato il registro elettronico, che ha permesso agli insegnanti di Scuola Primaria come me, di attivare subito le aule virtuali, mezzo di contatto e di condivisione di lezioni e di elaborati degli alunni.
Lo facciamo parlandoci attraverso gli schermi: gli allievi assistono a video lezioni, eseguono compiti, vengono interrogati, producono elaborati artistico espressivi e dobbiamo essere capaci di motivarli a distanza, che  è la sfida più difficile per noi insegnanti.
In questo periodo è stata riaffermata la valenza educativa di un’alleanza importante, quella tra scuola e famiglia. Gli alunni sempre al centro, anche attraverso la tecnologia, con accanto quelle due figure di riferimento significative per la loro vita: i genitori e gli insegnanti.

L’emergenza Virus ha stravolto l’essenza del mondo scolastico, ossia l’incontro tra alunni e insegnanti. Come stai vivendo questa fase?

Gli insegnanti rompono un silenzio quotidiano e non fanno perdere ai loro studenti il contatto con una quotidianità che è vita. Una didattica a distanza fatta prima di tutto di vicinanza ai miei bambini e, laddove possibile, anche alle loro famiglie.
A me personalmente piace anche questa nuova modalità di fare scuola perché ha messo a frutto molte risorse nascoste nei docenti  e indirizzato gli alunni all’acquisizione di nuove competenze comunicative e tecnologiche. Tuttavia preferisco, come tutti i docenti, la campanella che suona al mattino, la scuola viva e attiva delle aule scolastiche, tra i banchi in apprendimento cooperativo, dei laboratori del fare per imparare, dell’inclusione vera che accoglie le fragilità di ciascuno e ne fa valore  per formare l’uomo.

Quali strumenti hai dovuto mettere in atto come insegnante? Quali sono le risposte dei tuoi alunni? 

Nella mia classe IV vi sono 23 alunni, tutti a bordo in questa navigazione, che cerco di far vivere loro come un’avventura. Tutti i bambini usano in modo agile gli strumenti per la connessione e le lezioni a distanza. Ho in classe tre disabilità, di cui una molto seria, ma anche lì siamo riusciti, con il prezioso aiuto dei docenti di sostegno, a predisporre attività e lezioni calibrate alle potenzialità di ciascuno affinché a tutti venissero garantite le stesse opportunità.

92454790_10219336976887696_4778150773202616320_oSe allarghiamo il campo a tutta la città, come sta andando la didattica a distanza? Avevate appena consegnato materiale ad esempio gli iPad, come sta funzionando?

All’interno della nostra città, dopo confronto coi Dirigenti e diversi insegnanti colleghi, la DAD procede speditamente anche grazie agli strumenti IPAD che abbiamo fornito a ciascuno studente della Scuola Secondaria e alla formazione per i docenti, attivata già a partire da giugno dello scorso anno scolastico nell’ambito della digitalizzazione delle scuole, disposta con delibera del Consiglio Comunale. L’inizio delle attività ha disorientato un po’ i docenti, che non avevano completato la formazione prevista dalla digitalizzazione delle scuole, tuttavia, non si sono persi d’animo ed hanno attuato, sul campo, quella formazione che si è tradotta subito in azione didattica per non lasciare soli gli studenti.
Dotare ciascuno studente della Scuola Secondaria di un Ipad  è stata una scelta illuminata da parte dell’Amministrazione, si è rivelata una risorsa di valore per questo momento in cui bisogna operare con la scuola a distanza. Pioltello ha una realtà sociale variegata e complessa e  la scuola riflette questa realtà ma all’interno delle aule scolastiche,  gli studenti sono tutti uguali e a ciascuno va fornito il meglio delle opportunità educative per rimuovere gli ostacoli di ordine materiale, economico e sociale e noi, come Amministrazione, questa rimozione l’abbiamo attuata per realizzare uguaglianza sostanziale e non solo formale.

Quanti riescono ad usarla? E chi non aveva strumenti come fa?

Per le situazioni della Scuola Primaria, in cui gli studenti sono privi di strumenti per la connessione, le scuole cittadine, con le Dirigenze scolastiche e l’ausilio dei Consigli d’Istituto, hanno attuato un monitoraggio delle situazioni di fragilità e hanno fornito agli alunni  dotazioni informatiche in comodato d’uso, perché tutti potessero avere accesso alla DAD.

Siete riusciti a garantire il sostegno agli alunni con disabilità? Come? 

La didattica a distanza ha senso se è inclusiva, pertanto, ci deve essere un’azione di sinergia nelle programmazioni didattiche del team docenti con gli insegnanti di sostegno e una predisposizione conseguente di attività inclusive anche a distanza.
In questo momento, per gli allievi con disabilità certificata, abbiamo predisposto, come Amministrazione, la riconversione del Servizio Educativa Scolastica con attività a distanza specifiche per gli educatori scolastici. Questa modalità ha costituito un valido ed efficace supporto non solo per gli alunni, ma anche per le loro famiglie, che in questo periodo di distanziamento sociale, hanno avuto non poche difficoltà nella gestione dei minori.
Monitoraggi periodici vengono effettuati tra Amministrazione – Scuole e Educatori per la messa a punto di azioni sempre più rispondenti ai bisogni dei minori con disabilità.

Pensi vi sia bisogno di nuovi investimenti specifici?

Alla luce dei bisogni delle scuole, per il prossimo PDS, prevediamo di implementare le risorse a favore dell’educativa scolastica, un pilastro importante che, sia in presenza ma anche a distanza costituisce uno strumento inclusivo importantissimo per i bambini e le bambine diversamente abili delle nostre scuole.
Il  Governo, nell’ambito del Decreto legge 17 marzo 2020 n.18 c.d.“Cura Italia” ha previsto un piano di riparto di fondi anche alle scuole della nostra città che riguardano risorse per piattaforme e strumenti digitali, così come risorse per dispositivi digitali e connettività di rete e per la formazione del personale scolastico.

Grazie Gabriella e a tutti gli insegnanti di Pioltello che come te stanno imparando a tracciare strade nuove impreviste. Crediamo sia indispensabile fare una valutazione puntuale di tutti gli interventi e dei risultati della didattica a distanza affinché si riesca ad offrire ad ogni ragazzo della nostra città una opportunità costante di crescita senza perdere contatto con insegnanti e compagni di classe

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