Intervista al consigliere comunale e sindacalista Mirko Dichio

IMG-20200516-WA0034Abbiamo incontrato il consigliere comunale Mirko Dichio e ci siamo fatti raccontare, dal suo particolare punto di vista, questi mesi di emergenza.

Ciao Mirko, oltre due mesi di emergenza coronavirus. Genitore, consigliere comunale, lavoratore e sindacalista. Come stai?
Dopo settimane complicate per tutti e drammatiche per molte famiglie  (soprattutto nella nostra Lombardia), sembra che all’orizzonte si  intravveda il sereno e alla cosiddetta Fase2 possa presto subentrare la terza fase. Dovremo però essere tutti attenti, perché con il Coronavirus dovremo “convivere” ancora per mesi. Parlando della sfera più strettamente personale, visto che in famiglia stiamo tutti bene, penso di potermi ritenere molto fortunato.

Partiamo ora dal tuo settore lavorativo come sta andando? Lavori da casa o in sede?
Lavorando nel settore della Logistica, non ci si è mai fermati, anche se per forza di cose il lavoro si è decisamente ridotto. In azienda, là dove era possibile è stato attivato lo Smartworking, ma io non rientrando in quelle casistiche, ho in parte lavorato in ufficio e in parte ho fruito di ferie. In questo modo la proprietà ha potuto ridurre il più possibile il personale in servizio e in prospettiva ridotto dei costi.

Sei da anni sindacalista Cgil, cosa è avvenuto in questi mesi? Come hai visto evolvere le richieste delle persone?

Da ventitre anni svolgo la mia attività da funzionario sindacale della FILT CGIL. Sono nell’Ufficio Vertenze Legali da circa quindici e da alcuni anni ne sono responsabile. In questi ultimi mesi, è considerevolmente aumentato il numero di persone che si è rivolto a noi per avere notizie circa gli ammortizzatori sociali, visto che la grandissima parte delle aziende vi ha fatto ricorso. In altri casi abbiamo fatto consulenza prima fisicamente e successivamente da remoto (con mail e cellulari) a tutte quelle persone che sono state lasciate a casa da un giorno con l’altro. Purtroppo non mancano i Datori di Lavoro che “approfittando” del momento non hanno riconosciuto il pagamento delle retribuzioni di gennaio e/o febbraio, mesi per i quali i lavoratori avevano regolarmente prestato la loro attività. Casi minoritari, ma non eccezionali che hanno aggravato lo stato di insicurezza per il futuro. Lasciami dire però che il vero problema in moltissimi casi è solo rinviato di qualche mese, in quanto le imprese non possono licenziare in fase di emergenza COVID-19. Però passata la fase più critica, senza la tutela della Cassa Integrazione credo si conteranno molti posti di lavoro persi.

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Hai tre figli in età scolare quale è stato l’impatto e la gestione della didattica a distanza?
Inizialmente c’è stato un po’ di spaesamento per tutti, con la speranza che si sarebbe presto ripresa la normale presenza scolastica. Poi le cose come sappiamo sono andate diversamente. Docenti, studenti e famiglie hanno dovuto organizzarsi al meglio, calibrando strada facendo le risposte. Si è partiti inizialmente con i gruppi WhatsApp e le mail per assegnare compiti e indicare le parti da studiare, sino ad arrivare ad una ben rodata DAD (Didattica a Distanza), fatta di collegamenti ZOOM tra studenti e docenti, audiolezioni registrate, registro elettronico per verificare i compiti da svolgere, videochiamate individuali per le interrogazioni specifiche. Per quanto di straordinario è stato fatto bisogna elogiare la gran parte dei Docenti che hanno messo impegno e passione in modo encomiabile (soprattutto perché hanno fatto di tutto per essere accanto ai nostri figli cercando di ridurre al minimo i disagi per la mancanza di nozioni scolastiche, ma anche e soprattutto relazionali). Però bisogna ammettere che non è la stessa cosa essere tra i compagni di classe davanti ad un insegnante in aula o al monitor di un computer. Il problema diventa tanto più grande quanto più piccoli sono i nostri figli. Mi spiace che la scuola per il mondo della Politica nazionale sia l’ultimo dei problemi o al massimo si sia ridotto al tema di come fare gli esami di maturità.

Come consiglieri comunale cosa avete fatto?

Con un po’ di lungimiranza, come Consiglieri Comunali, avevamo contribuito all’arrivo della fibra veloce su tutto il territorio di Pioltello e successivamente dato il via libera al finanziamento per dotare tutti gli studenti delle medie del territorio di iPad. Questo è quanto è stato fatto per quanto riguarda la scuola dall’Amministrazione Comunale al governo della nostra città. Certamente in questi ultimi 2 mesi le azioni (nel rispetto dei decreti ministeriali) sono state quasi per intero nelle mani del Sindaco e della Giunta, coadiuvati da Protezione Civile e Forze dell’Ordine. Noi consiglieri abbiamo cercato di fare del nostro meglio per dare informazioni e indicazioni ai concittadini nel momento in cui hanno avuto bisogno di informazioni pratiche in questa fase emergenziale.

Ora cosa credi si debba fare?

Nelle settimane a venire dovremo essere nelle condizioni di supportare e/o dare suggerimenti, affinché si possa dare il giusto aiuto a tutti quei cittadini che sono stati maggiormente colpiti dalla pandemia. Una delle prime cose che mi viene in mente sia necessario mettere in campo è cercare di predisporre dei centri estivi, affinché le famiglie possano non avere l’ulteriore difficoltà di dover scegliere tra lavoro e gestione dei figli.
Infatti, consentimi di dire un’ultima cosa. Ciò che non deve accadere è che alla fine di questo periodo drammatico, quando magari si vorrà fare rientrare negli uffici lo Smartworking concesso dalle imprese, non si mettano le donne davanti al dilemma se proseguire con il lavoro, garantendo uno stipendio, o se invece per seguire i nostri ragazzi  si dovrà rinunciare al lavoro. Questo non dovrà accadere, in quanto le madri in queste settimane hanno fatto i salti mortali per gestire il lavoro, la casa e uno o più figli con tutte i loro bisogni, compresi i momenti di tensione o frustrazione dei bambini o adolescenti, legati al momento storico che stiamo vivendo. Si parla di smartworking come di un mondo ideale non rendendosi conto che sulle madri è stata caricata una responsabilità enorme che le ha viste impegnate 24 ore su 24. E questo non è un tema secondario.

Grazie Mirko per aver condiviso la tua esperienza famigliare e professionale, e buon lavoro come capogruppo del nostro gruppo consigliare per i prossimi impegni e scelte che dovrete assumere

DichioSisas

 

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