Le sorti di Milano si decisero… a Pioltello!

Proseguono i nostri articoli dedicati alla storia di Pioltello che, diversamente da quel che molti pensano, è storia antica e densa di avvenimenti grandi e piccoli. La puntata di oggi riguarda l’intreccio tra le storie della nostra città e di Milano nel Tardo Medioevo.

A sinistra, stemma dei Della Torre. A destra, stemma dei Visconti

Chi fu il primo Signore di Milano ?

Un Visconti ? Uno Sforza? Sono questi i cognomi che associamo alla storia di Milano, spesso dimenticandoci di un’altra grande famiglia meneghina: i Della Torre (o Torriani). Francesi d’origine, i Torriani sostengono di essere discendenti di Carlo Magno, arrivano in Valsassina intorno all’anno 1000, partecipano alle Crociate con Martino detto “il Gigante” e diventano una delle famiglie più importanti di Milano e della Lombardia. Un ramo della famiglia si unì ai bergamaschi Tasso per fornire il servizio postale al Sacro Romano Impero, originando così la famosa casata tedesca Thurn und Taxis, da cui si dice derivi il nome dei moderni taxi.

Fu un altro Martino Della Torre (discendente dell’omonimo crociato) a diventare primo Signore di Milano nel 1259, mettendo fine al governo elettivo dei Consoli. Martino è ben voluto a Milano, per aver fermato le mire espansionistiche del crudele Ezzelino da Romano sulla città: proprio mentre era accampato a Pioltello, Martino venne informato delle intenzioni del nemico che perse così il vantaggio della sorpresa e rinunciò. Preso il potere politico, Martino tentò di pigliarsi anche quello religioso nominando vescovo un suo parente, col pretesto della tradizione ambrosiana che prevedeva che il vescovo venisse scelto a Milano e non a Roma. Papa Urbano IV impose però come vescovo Ottone Visconti, esponente di un’altra potente famiglia milanese. Martino si oppose all’ingresso di Ottone in città, guadagnandosi una scomunica. E proprio dallo scontro tra i Della Torre ed i Visconti che nasce la storia che ci porta a Pioltello.

Il vescovo Ottone entrerà a Milano armi in pugno solo 15 anni dopo la sua nomina e solo dopo aver sconfitto e catturato a Desio nel 1277 Napoleone Della Torre, nipote di Martino. I Torriani non si diedero per vinti e reclutarono truppe tedesche e friulane per riprendersi la città. Ottone rispose assoldando il marchese Guglielmo VII del Monferrato, abile condottiero piemontese che servirà i Visconti a fasi alterne, per passare alla fine coi Torriani. A far le spese della guerra sono le nostre terre, con battaglie e saccheggi a Cassano, Vaprio, Trezzo. Ottone passò anche per Pioltello mentre si recava a Gorgonzola, dove l’aspettavano i nemici cui sfuggì per miracolo nascondendosi in un campanile. I Visconti riuscirono a tenere Milano e nel 1291, qualche anno prima di morire nel suo letto a ben 88 anni dopo una vita passata sui campi di battaglia, al vescovo Ottone riuscì quel che non era riuscito al suo antico avversario Martino Della Torre: riunire nella stessa famiglia il potere religioso (il suo) con quello politico, facendo nominare Signore di Milano il nipote Matteo.

Matteo Visconti

Con Matteo Visconti arriviamo al vero protagonista dell’evento che riguarda la nostra città. Matteo si era già distinto l’anno prima inseguendo Guglielmo del Monferrato fino a casa sua, ad Alessandria, e catturandolo. Terrà il traditore chiuso in una gabbia di ferro per un anno e mezzo, fino a farlo morire di fame.

Lo scontro tra i Torriani ed i Visconti sembra quindi concludersi con la vittoria di questi ultimi, dopo oltre quarant’anni di guerra. Ed invece, ennesimo colpo di scena: nel 1302 si affaccia una nuova coalizione antiviscontea formata, oltre che dai soliti Torriani ed ovviamente dal Monferrato, anche da Pavia, Crema, Cremona, Como, Novara e Vercelli. Lo schieramento è comandato dal Signore di Piacenza, Alberto Scotti. Matteo Visconti esce per affrontare il nemico accampandosi a Pioltello, ma nel frattempo a Milano scoppia una rivolta e il palazzo di famiglia viene preso d’assalto. Non potendo più contare sugli approvvigionamenti provenienti dalla città, Matteo è costretto a scendere a patti.

Il 13 giugno 1302 Matteo Visconti deve accettare le durissime condizioni imposte dallo Scotti: la pace in cambio della rinuncia a Milano. La dura legge del vincitore passerà alla Storia come la “Pace di Pioltello”.

Il nostro racconto termina qui, dopo aver mostrato quanto la storia della nostra città sia impregnata di Storia. A Pioltello si sono assembrati eserciti, si sono decise strategie, si sono sottoscritti accordi. La Storia continuerà coi suoi corsi e ricorsi: lo Scotti lascerà i Della Torre per i Visconti, Matteo tornerà padrone della città nel 1313 e, come Martino Della Torre prima di lui, nominerà un suo vescovo inviso al papa e verrà a sua volta scomunicato… Ma questa è un’altra storia.

a cura di Giuseppe Bottasini

Oltre alle pagine citate nel testo, per questo articolo sono state consultate le seguenti fonti:

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