‘Ndrangheta pioltellese: seconda generazione in carcere

Che la ‘ndrangheta sia ben radicata in Lombardia è un fatto ormai dimostrato da molteplici indagini e sentenze: sono lontani i tempi in cui un sindaco e persino un prefetto potevano illudersi che “la mafia a Milano non esiste”.

Anche a Pioltello la ‘ndrangheta è presente con una struttura locale organizzata ed armata, operativa fin dai primi anni 2000 e formalmente costituita il 1 marzo 2008 presso il ristorante “La Cadrega” di Limito. L’operazione “Infinito” aveva portato nel 2010 all’arresto ed alla condanna (confermata in appello nel 2013) dei fratelli Alessandro e Francesco Manno e del loro cugino Cosimo Maiolo, nonché dei figli di quest’ultimo, Salvatore ed Antonio Maiolo, tutti considerati affiliati alla cosca di Pioltello.

A pochi anni di distanza, la storia sembra ripetersi con la nuova generazione: il 7 dicembre 2018 sono stati condannati in primo grado per la bomba a Limito Roberto e Filippo Manno (figli di Francesco), Manuel Manno (figlio di Alessandro), oltre a Maurizio Schiraldi, Fabrizio Gambardella, Francesco Pentassuglia, Massimo Signorelli ed Alessio De Biase.

Per tutti vale la presunzione d’innocenza, fino alla eventuale condanna definitiva di terzo grado. Però non può non colpire – ed amareggiare – il ritorno degli stessi cognomi, come se l’appartenenza ad una famiglia fosse già di per sé una condanna a vita, senza possibilità di riscatto o di cambiamento. Su questo punto invitiamo ad ascoltare l’intervista a Giovanni Tizian, autore del libro “Rinnega tuo padre”:

http://www.rainews.it/dl/rainews/media/intervista-a-Giovanni-Tizian-1b877b3b-7d14-425a-95db-970d7b1158c5.html

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Cresce la Rete Antimafia Martesana

 

La Rete Antimafia Martesana Aps è diventata formalmente associazione. 13 soci fondatori hanno firmato l’atto costitutivo lo scorso 17 aprile davanti al notaio . E’ il punto di arrivo di un percorso preparatorio iniziato quasi due anni fa con lo scopo di unire le forze dell’antimafia in modo trasversale sulla Martesana.

L’associazione, come da articolo 3 dello Statuto, prevede di perseguire una serie di attività tra cui “promozione della cultura della legalità, della pace tra i popoli, della non violenza e della difesa non armata; formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica e al successo scolastico e formativo, alla prevenzione del bullismo e al contrasto della povertà educativa; promozione e tutela dei diritti umani, civili, sociali e politici, nonché dei diritti dei consumatori e degli utenti delle attività di interesse generale di cui al presente articolo, promozione delle pari opportunità e delle iniziative di aiuto reciproco; riqualificazione di beni pubblici inutilizzati o di beni confiscati alla criminalità organizzata”.

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Il primo Consiglio Direttivo è composto da 13 membri: Marco Picello (presidente), Caccia Giampietro, (vicepresidente), Del Monaco Anna (segretaria), Gorla Francesca (tesoriere), Consonni Luigi, Di Adamo Angelo, Gorla Fabiano, Mazzeo Martina, Mosca Giovanni, Motta Samuele, Ruffoni Mattia, Villa Micol, Rolla Antonio. I membri sono attualmente provenienti da Bellinzago, Inzago, Pioltello, Trezzo sull’Adda e Gorgonzola.

In quest’ultima annata la Rete ha organizzato alcuni eventi formativi tra cui, una serata di conoscenza e riflessione su Lea Garofalo, la presentazione del libro “Passaggio al Nord. La colonizzazione mafiosa” del prof Dalla Chiesa e una presentazione della tesi di Mattia Ruffoni sul Fenomeno Mafioso a Pioltello.

Costituitasi ora in associazione, la rete apre la campagna di adesione e tesseramento, momento importante in cui allargarsi e estendersi sui territori e raccogliere tutte le forze che ne condividono gli obiettivi. E’ possibile richiedere il modulo e consegnarlo direttamente in una riunione del coordinamento  contattando reteantimafiemartesana@gmail.com

La Rete Antimafia Martesana si incontra con cadenza mensile nei locali del Centro di Cultura Popolare in piazza Garibaldi a Pioltello, importante luogo simbolico in quanto bene confiscato alla mafia locale

Il fenomeno mafioso nella Martesana: il caso Pioltello

La Rete Antimafie Martesana torna con una nuova serata informativa sul fenomeno mafioso sul nostro territorio: Mattia Ruffoni ci racconterà dell’andamento e della diffusione di tale fenomeno nell’area della Martesana negli ultimi decenni, per concentrarsi poi sul caso di Pioltello, fino agli ultimi recenti eventi. Venerdì 13 aprile ore 21 presso il Centro di Cultura Popolare in Piazza Garibaldi 1

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Due donne contro la violenza mafiosa e maschile

 

Sessanta persone, la maggior parte giovani, hanno partecipato alla serata su Lea Garofalo, vittima di mafia, organizzata dalla Rete Antimafie Martesana presso la sede in piazza Garibaldi del Centro di Cultura Popolare, ex fortino della ‘ndrangheta pioltellese.

I volontari di Libera hanno presentato la storia di Lea, compagna di un mafioso che decide di lasciare per liberare se stessa e la figlia da un destino di crimine. Lea che, dopo anni di fughe, viene rapita dall’ex compagno, seviziata ed uccisa.

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Ispezioni antimafia nei cantieri di Pioltello

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Anche quando le aziende che vincono gli appalti hanno tutte le carte a posto, la mafia può insinuarsi lo stesso nei cantieri, non attraverso subappalti ma semplicemente facendo lavorare i propri uomini e mezzi al posto di quelli dei vincitori. Questo meccanismo, ampiamente dimostrato dalle indagini della magistratura, non è intercettabile guardando i documenti ma andando nei cantieri per verificare se chi lavora ha titolo per farlo.

Poiché l’hinterland milanese è storicamente interessato dal fenomeno mafioso e a Pioltello è stata documentata la presenza di una locale della ‘ndrangheta, organizzazione criminale molto attiva nel settore edilizio, l’Amministrazione Comunale ha deliberato di incaricare la Polizia Locale di uno specifico e puntuale controllo sui cantieri aperti in città.

 

Una tesi sulla mafia a Pioltello

23561598_1489846591106186_5336036007836035036_n“Insediamento e sviluppo delle organizzazioni mafiose nella Martesana. Il caso di Pioltello” è il titolo di un bel lavoro di tesi di scienze politiche svolto da Mattia Ruffoni, un giovane di Bellinzago laureatosi col professore Nando Dalla Chiesa.

Nella sua tesi di laurea, di agevole lettura, troviamo la ricostruzione delle vicende mafiose che hanno interessato la nostra città, rivelate delle operazioni Crimine ed Infinito e la mappa delle associazioni criminali – non solo italiane – presenti nel nostro territorio.

Ecco un breve assaggio delle ricostruzioni effettuate dalla magistratura e riprese nella tesi:

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Antimafia Martesana: primo incontro al Centro di Cultura Popolare di Seggiano

Venerdì 17 novembre 2017 si è tenuto il primo incontro di formazione della nuova Rete Antimafia Martesana. La serata è stata introdotta da don Luigi Consonni, che ha ricordato ai presenti come il luogo in cui si è svolto l’incontro sia uno dei beni confiscati  alla ‘ndrina Manno – Maiolo.

Una trentina di cittadini hanno ascoltato la presentazione effettuata da Giampietro Caccia del libro di Nando Dalla Chiesa “Passaggio a Nord – La colonizzazione mafiosa”, occasione per effettuare un’ampia panoramica sul fenomeno mafioso  nel Nord Italia e, in modo particolare, nelle province di Milano, Monza e Pavia. Dopo un breve excursus storico, ci si è soffermati  sulle molteplici attività malavitose,  non più relegate ai traffici illegali di stupefacenti o armi, ma ormai inserite in ogni settore produttivo nonché – e non da ultimo – nella sanità lombarda. Sono seguiti due interventi acuti e precisi di Mattia Ruffoni e Samuele Motta, giovani ricercatori che affiancano il professore Dalla Chiesa negli studi sul fenomeno mafioso.

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Mai abbassare la guardia

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Clicca la foto per vedere l’intervento del consigliere Dichio al minuto 35′

Durante il dibattito in Consiglio Comunale sull’attentato a Limito, il capogruppo di “Lista per Pioltello – Vivere Pioltello” Mirko Dichio ha lanciato una riflessione su quanto accaduto, alla luce del contesto e delle particolarità del fatto.

La bomba di via Dante è qualcosa di molto diverso da altri fatti accaduti recentemente in città e riconducibili genericamente al tema della sicurezza, ha affermato Mirko. Un’auto bruciata è una cosa grave, ma per bruciare un automezzo parcheggiato per strada non occorrono mezzi particolari né una organizzazione speciale, che invece servono per costruire o procurarsi un ordigno esplosivo.

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Nasce la Rete Antimafie Martesana

ReteAntimafieMartesanaSi chiudono i battenti della bella rassegna “Legal-mente: Pioltello contro le mafie” e subito rilanciamo con piacere la nascita di una nuova rete di persone della Martesana, intenzionate a impegnarsi su queste difficili tematiche.

La Rete Antimafie Martesana ha iniziato ad incontrarsi da alcuni mesi nella sede del Centro di Cultura Popolare in piazza Garibaldi a Seggiano, locale simbolico perché è  bene confiscato  alle mafie.

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Un mese sulle mafie

 

I recenti fatti di Seregno ci hanno ricordato che non si può mai abbassare la guardia davanti alla capacità della ‘ndrangheta e delle mafie in generale di infiltrarsi nella società civile, nelle imprese e nelle amministrazioni locali.

Da sabato 30 settembre a sabato 21 ottobre 2017, per quasi un mese nella nostra città si svolgeranno iniziative culturali, informative e formative contro le mafie.  Il programma di dettaglio è  riportato qui sotto e nei manifesti scaricabili.

Sabato 30 settembre ore 17.00 Sala Consiliare: presentazione della manifestazione e inaugurazione della Mostra “900 criminale” – Ospite Nando Dalla Chiesa – Professore ordinario di Sociologia della criminalità organizzata presso l’Università degli Studi di Milano.

Domenica 1 ottobre Piazza del Mercato dalle 14.00 in poi:  Spazio writing con opere a cura della Crew Dirty Balords. Ore 16.00 Esibizione di band locali a cura del progetto P.Art.  Ore 18.00 Presentazione del libro “Under: giovani, mafie, periferie” di M.Carta e D. Chirico alla presenza di Associazione Lapsus, Circolo Malabrocca e KIAVE.  Ore 19.30 Dj set con cena sociale gestita dal Circolo Malabrocca. Ore 21.00 Concerto di KIAVE

Mercoledì 11 ottobre Sala Consiliare ore 9.00: Proiezione del Film “I giudici” a cura del Cinecircolo J.Moreau – Proiezione dedicata alle scuole.  Ore 21.00 Proiezione del Film “I giudici” a cura del Cinecircolo J.Moreau. Proiezione aperta a tutta la cittadinanza. Ingresso libero

Venerdì 20 ottobre Sala Consiliare ore 20.30: Proiezione del video realizzato dai giovani del gruppo P.Art.  Ore 21.00 Concerto “La ballata degli anonimi” a cura dell’Associazione Quattrocentoquaranta

Dal 30 settembre al 21 ottobre Biblioteca comunale, Piazza dei Popoli. Mostra “’900 criminale” a cura dell’Associazione Lapsus

Dal 30 settembre al 20 ottobre Le Panchine raccontano: Il C.A.G. “Pachanka” dipinge alcune panchine della città.

 

Dal Consiglio: profughi e lotta alla mafia

Riparte la buona tradizione dei nostri consiglieri comunali di rendicontare pubblicamente l’attività svolta in Consiglio Comunale. Ecco quanto ci scrive Gianni Di Vito sulla seduta del 22 Settembre 2016. Riportiamo anche il video della seduta.

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Alcune assenze dai banchi della minoranza, stigmatizzate nel dibattito sui profughi

Resoconto consiglio comunale del 22/09/2016

All’inizio dei lavori del Consiglio, il presidente Menni comunica che le elezioni del Consiglio della Città Metropolitana si terranno domenica 9 ottobre 2016. Il Consiglio Metropolitano sarà composto dal Sindaco di Milano Giuseppe Sala e da 24 consiglieri eletti dai sindaci e dai consiglieri comunali della ex Provincia di Milano e sono quindi elezioni di secondo livello, che non coinvolgono direttamente i cittadini.

A quasi tre mesi dall’insediamento della Giunta, la sindaca Cosciotti relaziona brevemente al Consiglio le principali azioni dei suoi primi “100 giorni”. La Giunta ha finora approvato 30 delibere, tra cui quella relativa alle Unioni Civili, l’adesione al bando regionale per gli “asili nido gratis”, l’aggiornamento delle graduatorie per le case popolari, l’indirizzo per il bando per l’accoglienza dei profughi e, soprattutto, il 7 luglio ha consegnato il progetto per partecipare al bando ministeriale sulle periferie per un valore di oltre due milioni di euro destinati al lavoro, all’abitare ed alla ristrutturazione di edifici pubblici al Satellite.

Dopo le comunicazioni di presidente e sindaca, i lavori entrano nel vivo con l’approvazione di alcune variazioni di bilancio in ambito culturale, educativo e sociale, la più significativa delle quali riguarda le risorse messe a disposizione dalla Prefettura per l’accoglienza dei 25 profughi, già deliberata dal commissario Tripodi. Approvando questa variazione d bilancio, il Consiglio consente agli uffici di far uscire il bando con cui verrà assegnata la gestione della ex Caserma dei carabinieri in via Milano per l’ospitalità dei profughi.

Come prevedibile, la discussione si  concentra soprattutto sull’opportunità politica della accoglienza e sulle caratteristiche che essa debba avere. Il nostro capogruppo Dichio ricorda come, in campagna elettorale, questo tema fosse un elemento di forte divisione e sorprende quindi che, nell’unica occasione in cui il tema arriva in Consiglio Comunale per una votazione, i consiglieri Alessandrini e Galimberti non siano presenti nonostante in campagna elettorale avessero assunto una posizione fortemente contraria e strumentale rispetto alla delibera del commissario sui profughi.

Ricordando i valori che sostengono la scelta della accoglienza, il consigliere Di Vito sottolinea il senso di responsabilità della nostra sindaca, che ha assunto da subito un ruolo chiaro nel governare il tema; spiega che sarà fondamentale essere trasparenti nella comunicazione con la cittadinanza e , come presidente della commissione “Servizi Sociali”, si impegna a convocarla appena il bando sarà uscito. Completa l’intervento con alcuni aspetti tecnici, distinguendo i diversi tipi di accoglienza presenti sul territorio nazionale,  i motivi che hanno portato all’affollamento delle richieste d’asilo e  ricorda il nodo non risolto derivante dal Trattato di Dublino.

L’ultimo punto all’ordine del giorno è l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale di un appartamento confiscato alla criminalità organizzata. Su questo punto, votato all’unanimità dal Consiglio, il nostro gruppo evidenzia che solo togliendo potere economico alla mafia la si può sconfiggere, restituendo ai fini sociali della collettività quello che con la violenza ed il sopruso le era stato sottratto.

Per il Gruppo consiliare “Movimento Civico Lista per Pioltello – Vivere Pioltello”
Gianni Di Vito

 

La lotta di Libera arriva in città

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Lo stand di Libera alla festa di Oltrelepagine a Pioltello

“Clima sociale: in che tempi viviamo?”

Con questo titolo, l’associazione Oltrelapagine ha proposto nello scorso weekend in cascina Dugnana un significativo incontro con Giuseppe Teri di Libera Milano. E’ stata l’occasione per tornare a parlare in città di lotta alle mafie, della compravendita di voti, delle modalità con cui le mafie si sono inserite nel tessuto sociale ed economico del paese. Ampio spazio è stata dato al sostegno alle iniziative di utilizzo dei beni confiscati alla mafia in applicazione alla legge 109 del 1996 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati, di cui un esempio è l’immobile in piazza Garibaldi a Seggiano, divenuto proprietà del comune di Pioltello ed assegnato al Centro di Cultura Popolare.

L’incontro ha dato nuova visibilità all’associazione Libera, che intende aprire un presidio anche nella nostra città. Nata vent’anni fa con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia, Libera è oggi un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità.

Dove, se non in una città segnata dalla presenza della criminalità organizzata come Pioltello ?

 

Fatti di un’altra pasta a Pioltello

SABATO 6 GIUGNO al mercato di Pioltello i volontari di AUSER distribuiranno pacchi di spaghetti per sostenere Filo d’Argento, il tefefono amico degli anziani contro la solitudine e l’emarginazione.

Gli spaghetti sono biologici e prodotti col grano coltivato nei terreni siciliani confiscati alla mafia ed assegnati a Libera, la più grande associazione antimafia italiana. Un’alleanza fra gli anziani di Auser ed i giovani di Libera per la solidarietà fra generazioni e lotta comune alle mafie.

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Il manifesto ufficiale della iniziativa nazionale

La piovra lombarda

I magistrati guidati da Ilda Boccassini hanno scoperto e tagliato altri tre tentacoli della piovra ‘ndranghetista che sta soffocando la nostra Regione: Calolziocorte, Fino Mornasco e Cermenate, tutte e tre nel lecchese, si aggiungono ai Comuni lombardi – tra cui anche Pioltello – in cui la mafia calabrese ha istituito una filiale locale.

Per la prima volta, in questo nuovo filone di indagini, è stata registrata dagli inquirenti una delle cerimonie più segrete della ‘ndrangheta, finora nota solo dalle intercettazioni e dai rari pentiti: l’attribuzione della dote (titolo) di “Santa”, uno dei gradi più alti della gerarchia della ‘ndrangheta.

L’estensione al lecchese delle “locali” mafiose è la dimostrazione di quanto i magistrati sostengono da decenni e che parte della politica lombarda ha negato fino a ieri: la nostra Regione è ormai la seconda casa della ‘ndrangheta, con una presenza storica che risale agli anni ’60 nel triangolo Buccinasco – Corsico – Cesano Boscone (come magistralmente ricostruito da Nando Dalla Chiesa nel suo recente studio, intitolato non a casa “Buccinasco“, disponibile gratuitamente presso la Biblioteca di Pioltello) e che da lì ha gettato i suoi tentacoli in buona parte della terra lombarda.

Tutti i dettagli sugli arresti nel Lecchese.

Gli articoli di www.pioltello.org sulla mafia locale.

Ricordare per non farsi sorprendere

BorsellinoPoliticaIn occasione del 22esimo anniversario della morte di Paolo Borsellino, il giornale online Fuoridalcomune.it ha pubblicato un bell’articolo in cui ricorda per sommi capi la presenza della mafia nella Martesana.

Anche sul nostro sito cerchiamo di seguire  e segnare tutti i passaggi che riguardano la presenza della criminalità organizzata – ed in particolare della ‘ndrangheta – sul nostro territorio. Ecco alcuni degli articoli pubblicati, che ripercorrono gli ultimi 4 anni di vita della nostra città: